Il ruolo dello «staretz» nell’oriente cristiano
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- Creato: 16 Ottobre 2012
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Dalla settima congregazione del Sinodo di venerdì 12 ottobre mattina:Sua Beatitudine SVIATOSLAV SCHEVCHUK
Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halyč
Capo del Sinodo della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina
La comunità parrocchiale non so-lo educa alla fede, ma anche genera nella fede attraverso il sacramento del battesimo. La comunità parroc-chiale dovrebbe o meno assumersi la responsabilità di trovare il padrino e la madrina per il sacramento del battesimo e della cresima e di procu-rare i testimoni per il sacramento del matrimonio piuttosto che lasciare questo compito alla libertà di coloro che si preparano a questi sacramen-ti? Dobbiamo riconoscere il valore e il significato della vita monastica, anche quella contemplativa, nell’opera della nuova evangelizza-zione. Nell’Oriente cristiano, da sempre, è stato di estrema efficacia per la trasmissione della fede l’in-contro del discepolo con uno s t a re t z (anziano), come incontro dell’eterni-tà con la vita moderna. Una particolare attenzione e un decisivo rinnovamento merita l’an-nuncio del Vangelo per mezzo dell’omelia nel contesto liturgico. Le prediche nelle nostre chiese spesso perdono il carattere kerigmatico, e quindi, non hanno più la forza del Vangelo (Rom1, 16) e l’efficacia del-la Parola di Dio. Forse questa tema-tica potrebbe diventare il tema an-che per un’assemblea generale del Sinodo.
© Osservatore Romano - 14 ottobre 2012