È necessario unire gli sforzi
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- Creato: 19 Ottobre 2012
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Gli interventi dei delegati fraterni
Dalla quattordicesima congregazione del Sinodo di martedì 16 ottobre pomeriggio:
Sua Eminenza HILARION [ALFEYEV]
Metropolita di Volokolamsk
Presidente del Dipartimento per le Relazioni pubbliche della Chiesa del Patriarcato di Mosca (Federazione Russa)
Questo Sinodo dei vescovi della Chiesa cattolica romana viene cele-brato in una data di rilievo — il cinquantesimo anniversario dall’ini-zio del concilio Vaticano II —ed è dedicato al tema della nuova evan-gelizzazione importante per tutti i cristiani: il discorso di Cristo nel mondo secolare. Anche mezzo se-colo fa i padri conciliari erano tutti consapevoli che una cooperazione più stretta tra i cristiani delle diver-se tradizioni avrebbe avuto come risultato testimoniare Cristo e la sua missione salvifica nel mondo moderno in modo più convincente. Oggi siamo chiamati a riflettere per risolvere i compiti comuni che ci presenta l’epoca moderna. Le sfide dei cinquant’anni trascorsi dall’inizio del VaticanoII non sol-tanto non hanno perso la loro im-portanza, ma sono diventate perfi-no più acute e minacciose. Sia la Chiesa russa ortodossa sia la Chiesa cattolica romana svolgo-no la missione alla quale sono state chiamate da Cristo e danno instan-cabilmente testimonianza della ve-rità, convincendo «il mondo quan-to al peccato, alla giustizia e al giu-dizio» (Gv16, 8). In questo mini-stero le nostre Chiese sono sempre più consapevoli della necessità di unire i propri sforzi affinché la ri-sposta cristiana alle sfide della so-cietà moderna possa essere udita. Negli ultimi anni, la Chiesa orto-dossa e quella cattolica hanno col-laborato in modo fecondo nel Fo-rum cattolico-ortodosso, in varie organizzazioni internazionali e in altri ambienti di dialogo con il mondo secolare. Il Sinodo dei vescovi riunito a Roma discuterà e cercherà gli stru-menti per una predicazione efficace della verità evangelica nella società moderna. Auspico che uno dei frutti del lavoro sinodale possa es-sere lo sviluppo della cooperazione tra ortodossi e cattolici, proprio co-me è accaduto dopo il VaticanoII: «perché il mondo creda» (Gv17, 21).
© Osservatore Romano - 20 ottobre 2012
Dalla quattordicesima congregazione del Sinodo di martedì 16 ottobre pomeriggio:
Sua Eminenza HILARION [ALFEYEV]
Metropolita di Volokolamsk
Presidente del Dipartimento per le Relazioni pubbliche della Chiesa del Patriarcato di Mosca (Federazione Russa)
Questo Sinodo dei vescovi della Chiesa cattolica romana viene cele-brato in una data di rilievo — il cinquantesimo anniversario dall’ini-zio del concilio Vaticano II —ed è dedicato al tema della nuova evan-gelizzazione importante per tutti i cristiani: il discorso di Cristo nel mondo secolare. Anche mezzo se-colo fa i padri conciliari erano tutti consapevoli che una cooperazione più stretta tra i cristiani delle diver-se tradizioni avrebbe avuto come risultato testimoniare Cristo e la sua missione salvifica nel mondo moderno in modo più convincente. Oggi siamo chiamati a riflettere per risolvere i compiti comuni che ci presenta l’epoca moderna. Le sfide dei cinquant’anni trascorsi dall’inizio del VaticanoII non sol-tanto non hanno perso la loro im-portanza, ma sono diventate perfi-no più acute e minacciose. Sia la Chiesa russa ortodossa sia la Chiesa cattolica romana svolgo-no la missione alla quale sono state chiamate da Cristo e danno instan-cabilmente testimonianza della ve-rità, convincendo «il mondo quan-to al peccato, alla giustizia e al giu-dizio» (Gv16, 8). In questo mini-stero le nostre Chiese sono sempre più consapevoli della necessità di unire i propri sforzi affinché la ri-sposta cristiana alle sfide della so-cietà moderna possa essere udita. Negli ultimi anni, la Chiesa orto-dossa e quella cattolica hanno col-laborato in modo fecondo nel Fo-rum cattolico-ortodosso, in varie organizzazioni internazionali e in altri ambienti di dialogo con il mondo secolare. Il Sinodo dei vescovi riunito a Roma discuterà e cercherà gli stru-menti per una predicazione efficace della verità evangelica nella società moderna. Auspico che uno dei frutti del lavoro sinodale possa es-sere lo sviluppo della cooperazione tra ortodossi e cattolici, proprio co-me è accaduto dopo il VaticanoII: «perché il mondo creda» (Gv17, 21).
© Osservatore Romano - 20 ottobre 2012