EGITTO: È QUESTO IL MOMENTO MIGLIORE PER SCEGLIERE DI DIVENTARE SACERDOTE
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- Creato: 21 Novembre 2012
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«Il forte legame con la Chiesa universale amplia i nostri orizzonti. Noi cattolici egiziani percepiamo la vicinanza del Santo Padre e dei fedeli di tutto il mondo. E in questi tempi d’incalzante islamismo, non ci sentiamo abbandonati». Questa la testimonianza di padre Shenouda Andrawes, rettore del seminario copto-cattolico del Cairo.Incontrando una delegazione internazionale di Aiuto alla Chiesa che Soffre, padre Andrawes fa notare come le poche risorse economiche e il continuo aumento dei prezzi pesino gravemente sulle attività della struttura sita nella periferia della capitale egiziana. «Dall’inizio della rivoluzione è aumentato il costo di ogni prodotto. Gas, elettricità, cibo: sono tutti schizzati alle stelle. E non abbiamo abbastanza fondi da dedicare alla formazione». Lo scorso anno, per la prima volta, nessuno degli studenti ha avuto l’opportunità di un’esperienza pastorale all’estero, generalmente in Kenya o in Sudan, come accaduto fino al 2010.
I pochi mezzi a disposizione pregiudicano il proseguimento di numerose iniziative didattiche, tra cui i convegni per la formazione del clero, annullati per l’impossibilità di ospitare i relatori. «Ma le difficoltà – afferma il rettore - ci permettono di apprezzare pienamente quanto ricevuto finora. E per questo voglio ringraziare di cuore tutti i benefattori di ACS, perché senza il loro sostegno e la loro generosità non avremmo potuto fare così tanto in questi anni».
Non sono soltanto i problemi economici ad impensierire padre Andrawes. «Molti tra i nuovi alunni – spiega – non sanno bene leggere e scrivere in arabo, e non conoscono affatto l’inglese». Per ovviare all’insufficiente preparazione degli studenti è previsto un biennio propedeutico in filosofia, cui seguono quattro anni di studi teologici. «Un passo indispensabile per motivi spirituali, ma anche per rimediare alla mediocrità del sistema scolastico egiziano».
Attualmente, i seminaristi sono cinquanta. Un numero notevole, se si considera che i copto-cattolici egiziani sono circa 200mila e che i sacerdoti delle sette diocesi del Paese sono appena duecento.
Samer Farag, 27 anni, frequenta il secondo anno della Facoltà di Teologia. E sebbene la Chiesa copto-cattolica permetta ai sacerdoti di sposarsi, preferisco mantenere il celibato. «Desidero donare il mio amore all’umanità intera – dice ad Aiuto alla Chiesa che Soffre - non ad un’unica persona».
Samer è nato a Beni Suef - una cittadina lungo il Nilo nel Nord del Paese - e sognava il sacerdozio sin da quando, a soli otto anni, faceva il chierichetto. «Oggi, in Egitto, non è semplice scegliere di diventare prete. La comunità cristiana è vittima di attacchi da parte dei fondamentalisti e perfino delle istituzioni. Ma proprio per questo, non vi è momento migliore per seguire la propria vocazione».
“Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS), Fondazione di diritto pontificio fondata nel 1947 da padre Werenfried van Straaten, si contraddistingue come l’unica organizzazione che realizza progetti per sostenere la pastorale della Chiesa laddove essa è perseguitata o priva di mezzi per adempiere la sua missione. Nel 2011 ha raccolto oltre 82 milioni di euro nei 17 Paesi dove è presente con Sedi Nazionali e ha realizzato oltre 4.600 progetti in 145 nazioni.

@ MartaPetrosillo
Ufficio Stampa ACS-Italia
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