Tra i nuovi cardinali creati da Benedetto XVI
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- Creato: 26 Novembre 2012
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Il cardinale Béchara Boutros Raï Patriarca di Antiochia dei Maroniti (Libano)
Tra i protagonisti del dialogo nel complesso scenario del Medio Oriente, il capo del Sinodo della Chiesa maronita è chiamato ora rappresentare la voce degli arabi cri-stiani nel collegio cardinalizio. Insi-gnito della porpora come i suoi tre più immediati predecessori sulla cat-tedra di san Marone, il patriarca li-banese Béchara Boutros Raï porta nel collegio dei cardinali l’esp erienza di un Paese nel quale la convivenza tra le religioni è una realtà radicata nella storia, ma è messa attualmente in pericolo dai drammatici avveni-menti che sconvolgono le popolazio-ni confinanti e minano la stabilità dell’intera area. Nato il 25 febbraio 1940 nell’a rc i e -parchia di Antélias, a Himlaya (lo stesso villaggio che ha dato i natali a Rafqa Ar-rayes, la prima santa dei maroniti), ha compiuto gli studi se-condari al College Notre Dame de Jamhour, diretto dai padri gesuiti. Dopo aver emesso i voti religiosi nell’ordine maronita della Beata Ver-gine Maria (mariamita), nel 1962 è stato inviato a Roma per seguire i corsi di filosofia e di teologia alla Pontificia Università Lateranense. Conseguiti il dottorato in diritto ca-nonico e la licenza in sacra teologia, è stato ordinato sacerdote il 3 set-tembre 1967. Per diversi anni ha diretto lo sco-lasticato mariamita a Roma, rico-prendo nel contempo l’incarico di responsabile dei programmi in lin-gua araba di Radio Vaticana. Pro-prio quando iniziava la guerra civile in Libano, nel 1975, è rientrato in pa-tria per dirigere il College of Notre Dame di Louayzé, città nella quale ha fondato e guidato l’Istituto delle lingue straniere. Successivamente è stato giudice del tribunale patriarca-le e direttore della scuola di Santa Rita a Dbayé. Il 2 maggio 1986 il Sinodo maro-nita l’ha eletto vicario patriarcale e gli è stata assegnata la sede titolare vescovile di Cesarea di Filippo. Ha ricevuto l’ordinazione episcopale dal cardinale Nasrallah Boutors Sfeir il 12 luglio dello stesso anno, sceglien-do come motto episcopale «Comu-nione e amore». Il 9 giugno 1990, è stato trasferito alla nuova eparchia di Jbeil (Byblos) dei maroniti. Nominato nel 2003 se-gretario del Sinodo permanente del-la Chiesa maronita, in tale veste ha partecipato a diverse assemblee sino-dali a Roma, compresa quella speciale per il Medio Oriente nell’otto-bre 2010, dalla quale è stato eletto nel Consiglio post-sinodale. Nel 2009, in seno al Sinodo maro-nita, ha assunto la presidenza della commissione per le comunicazioni. È stato tra l’altro promotore dello sviluppo del network televisivo Télé-Lumiere - N o u r s a t . Il 15 marzo 2011 è stato eletto set-tantasettesimo successore di san Ma-rone durante il Sinodo straordinario riunitosi nella sede patriarcale di Bkerké, a nord-est della capitale li-banese. Il 24 marzo dello stesso an-no Benedetto XVI gli ha concesso l’ecclesiastica communio, richiestagli in conformità al canone 76 § 2 del Co-dice dei canoni delle Chiese orientali. Tale vincolo speciale con la Chie-sa di Roma è stato poi suggellato pubblicamente il successivo 15 aprile, in occasione della sua prima visita al Pontefice, quando nella basilica di San Pietro ha avuto luogo la divina liturgia alla presenza del delegato papale, il cardinale Leonardo San-dri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali. Il 1° giugno 2011 BenedettoXVIlo ha annoverato tra i membri del Su-premo Tribunale della Segnatura Apostolica e il 7 marzo scorso tra quelli della Congregazione per le Chiese orientali. All’indomani della cosiddetta pri-mavera araba e nel pieno della guer-ra civile che sta incendiando la vicina Siria, il patriarca Raï ha accolto il Papa in occasione del viaggio com-piuto in Libano dal 14 al 16 settem-bre scorsi, per la consegna dell’esor-tazione apostolica Ecclesia in Medio Oriente, frutto del Sinodo speciale del 2010. In quella circostanza ha presentato al Pontefice la realtà civi-le e religiosa di Beirut come «città testimone del pacifico vivere insieme tra musulmani e cristiani nel mondo arabo». Una testimonianza, secondo il patriarca, della possibilità di con-vivenza nel rispetto reciproco, nell’uguaglianza e nell’equilibrata partecipazione di tutti al governo della cosa pubblica, all’insegna della necessità di tenere separata la reli-gione dalla politica dello Stato, nel pieno riconoscimento della libertà di religione e di culto. Nell’ottobre scorso ha partecipato alla tredicesima assemblea generale del Sinodo dei vescovi sulla nuova evangelizzazione, lanciando nel suo intervento un appello al dialogo tra cristiani e musulmani nei Paesi arabi.
Il cardinale Baselios Cleemis Thottunkal Arcivescovo Maggiore di Trivandrum dei Siro-Malankaresi (India)
Primo rappresentante della Chiesa siro-malankarese a ricevere la por-pora, il cinquantatreenne indiano Baselios Cleemis Thottunkal è oggi il più giovane membro del Collegio c a rd i n a l i z i o . Da cinque anni guida la comunità cattolica di rito orientale — 450.000 fedeli che vivono principalmente nello Stato meridionale del Kerala ma con molti emigrati anche in altri Stati indiani e in vari Paesi del mon-do (Germania, Stati Uniti d’America e Paesi del Golfo) — elevata al rango di Chiesa arcivescovile maggiore da Giovanni Paolo II il 10 febbraio 2005. Una comunità, le cui radici ri-salgono alla predicazione dell’ap o-stolo Tommaso, ritornata alla piena comunione con Roma nel 1930, gra-zie all’iniziativa di cinque vescovi lo-cali guidati da Geevarghese Mar Ivanios. Nel 1932 Pio XI, con il de-creto Christo pastorum principi, ne ha stabilito la gerarchia cattolica. Per la sua collocazione geografica, essa è in prima fila nel dialogo tra le religioni, soprattutto con gli indù. I cristiani, del resto, rappresentano so-lo il 3 per cento della popolazione indiana; ma la Chiesa siro-malanka-rese mostra un dinamismo ben visibile sul terreno delle vocazioni sacer-dotali e religiose e delle iniziative so-ciali, sostenute da numerosi organi-smi caritativi e formativi. Lo stesso arcivescovo maggiore di Trivandrum ha promosso personal-mente varie opere: tra le altre, due strutture per malati di aids a Pirap-pencode (una delle quali pediatrica, intitolata a san Giovanni e ricono-sciuta dalla commissione governativa del Kerala per la giustizia minorile) e una casa per indigenti a Nalanchi-ra, dedicata alla memoria dell’a rc i v e -scovo Mar Gregorios Snehaveedu. Per i bambini che non possono per-mettersi di pagare gli studi ha aper-to inoltre un istituto educativo a Kattakada, mentre per i piccoli disa-bili mentali ha creato la scuola spe-ciale Aswana Bhavan a Cheekanal. Ultimamente, ha promosso la realiz-zazione di un ospedale a Pirappen-code con 50 posti letto e ha avviato i lavori per la costruzione di una resi-denza destinata a famiglie senza fis-sa dimora. Nato il 15 giugno 1959 a Mukkoor (Mallapally), nell’arcieparchia di Ti-ruvalla, da Mathew Thottunkal e Annamma, ha frequentato la scuola statale Saint Mary’s a Kunnamtha-nam e ha proseguito gli studi supe-riori nella Saint Mary’s High School di Anikad. Il 10 giugno 1976 è entra-to nel seminario minore Infant Ma-ry’s di Tiruvalla, accolto da don Zacharias Mar Athanasios, poi dive-nuto vescovo. Ha completato la for-mazione filosofica nel seminario Saint Joseph di Alwaye e quella teo-logica nel Pontificio Istituto di filo-sofia e religione a Pune. È stato ordinato diacono il 22 marzo 1986 e sacerdote il successivo 11 giugno, nella parrocchia di Saint Joseph a Mukkoor, dall’a rcivescovo Cyril Baselios Malancharuvil. Fino al 1988 ha perfezionato gli studi in teologia nel Dharmaram College di Bangalore. Nel 1997 ha conseguito un dottorato in ecumenismo presso la Pontificia Università San Tomma-so d’Aquino a Roma. Nella diocesi di Battery dei siro-malankaresi è stato parroco, prima della cattedrale di San Tommaso, poi di Chethalaym e di Moonnammile. Tra l’altro, ha ricoperto l’inca-rico di segretario dei consigli presbi-terale e pastorale, ed è stato membro del consiglio eparchiale. Dopo la nomina a vicerettore e poi a rettore del seminario minore Saint Thomas, dal 1997 al 1998 è stato cancelliere della stessa eparchia e, dal 1998 al 2001, vicario generale. Il 18 giugno 2001 Giovanni Paolo II lo ha eletto alla sede titolare di Chayal dei siro-malankaresi, asse-gnandogli l’ufficio di ausiliare di Tri-vandrum e al contempo di visitatore apostolico dei fedeli residenti in America settentrionale e in Europa. Il 15 agosto successivo ha ricevuto l’ordinazione episcopale dall’a rc i v e -scovo Malancharuvil a Thirumoola-puram (Tiruvalla). Il 23 ottobre 2001 è giunto a New York come visitatore apostolico dei siro-malankaresi presenti nel Nord America, fondandovi il Mar Ivanios Malankara Catholic Centre. Il 9 set-tembre 2003 è ritornato in India e, due giorni dopo, ha ricevuto la no-mina a vescovo di Tiruvalla dei siro-malankaresi, dove ha fatto il suo in-gresso il 2 ottobre. Il 15 maggio 2006 Benedetto XVI, elevando ad ar-cieparchia l’eparchia di Tiruvalla, lo ha promosso arcivescovo. L’8 feb-braio 2007 lo ha trasferito alla Chie-sa arcivescovile maggiore di Trivan-drum dei siro-malankaresi — dove ha fatto il suo ingresso il 5 marzo suc-cessivo — e il 10 febbraio lo ha eleva-to alla dignità di arcivescovo mag-giore. In questa veste presiede il san-to Sinodo episcopale della Chiesa si-ro-malankarese — nell’ambito del quale è alla guida delle commissioni per l’ecumenismo e il dialogo, e per la gioventù — ed è annoverato tra i membri permanenti della Congrega-zione per le Chiese Orientali e della Federazione delle Conferenze dei ve-scovi dell’Asia (Fabc). A livello nazionale è primo vice-presidente della Conferenza episco-pale cattolica dell’India (Cbci) e, in seno al consiglio dei vescovi cattolici del Kerala (Kcbc), è vicepresidente delle commissioni per la famiglia, per la salute e per l’educazione.
© Osservatore Romano - 25 novembre 2012