Rapporto Open door 2013
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- Creato: 09 Gennaio 2013
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R. – C’è molta attenzione riguardo a quanto sta accadendo in Medio Oriente e Nord Africa, mentre persistono altre situazioni critiche, ad esempio in Cina ed in altri Paesi come il Myanmar e la Corea del Nord.
D. – Guardiamo in particolare al Medio Oriente e al Nord Africa: ci sono dei conflitti, ci sono degli scontri, ci è anche però un processo di islamizzazione in atto. E’ così?
R. – Sì, si può parlare di islamizzazione. Diciamo che, dal punto di vista della minoranza cristiana, alla speranza suscitata dalla "primavera araba" è seguito un periodo di disillusione. Questo perché innanzitutto i ragazzi che erano scesi in piazza durante la "primavera araba", da Piazza Tahrir ad altre piazze, non hanno avuto la capacità di organizzarsi politicamente e il vuoto lasciato dalla caduta dei regimi precedenti è stato colmato da vari movimenti, quali ad esempio i Fratelli musulmani. La paura è proprio questa: che a una dittatura politica possa seguire una dittatura religiosa. Molte preoccupazioni desta, ad esempio, l’Egitto dove si sono registrati diversi episodi allarmanti: poco tempo fa, due bambini di 8 e 10 anni sono stati arrestati con l’accusa di aver profanato il Corano, in nome di una blasfemia di cui prima non si era mai parlato in Egitto. In Siria, la situazione è molto più complessa perché vediamo la minoranza cristiana schiacciata tra il regime e i diversi movimenti che costituiscono l’opposizione, di cui non è neanche troppo certa la natura. Sappiamo di infiltrazioni di movimenti jihadisti… Quindi, sicuramente è una situazione che non lascia intravedere sviluppi positivi e desta molta preoccupazione da parte della minoranza cristiana.
D. – Si deve parlare anche del Myanmar…
R. – Sì, le notizie che giungono dall’episcopato locale non sono troppo positive, nonostante ultimamente in Myanmar il governo abbia intrapreso alcune riforme che lasciano intravedere una certa apertura. Purtroppo, quello che ci dicono i vescovi è che continuano i controlli, continuano le persecuzioni, specialmente nei confronti dell’etnia Kachin, in maggioranza cristiana, tuttora vittima di violente persecuzioni. E uno dei vescovi ci ha detto: purtroppo, per sviluppo economico e libertà politica, il Myanmar è ancora tra gli ultimi Paesi del mondo. Noi, Chiesa, siamo costretti a lavorare con il peso di limitazioni che per i Paesi occidentali sarebbero inconcepibili.
© www.radiovaticana.org - 9 gennaio 2013