Preghiere per la Terra Santa

terra-santa-12GERUSALEMME, 25. Domenica pros-sima si terrà la quinta giornata in-ternazionale di intercessione per la pace in Terra Santa, un’iniziativa di preghiera nata dalla volontà di al-cune associazioni cattoliche giova-nili che per questa edizione preve-dono il coinvolgimento di più di tremila città in tutto il mondo per ventiquattr’ore. La giornata è l’o c-casione per mostrare ancora una volta la solidarietà verso i fratelli e le sorelle che vivono in quei luoghi santi. «La parola “pace” — sottolinea il Custode di Terra Santa, pa-dre Pierbattista Pizzaballa — attraversa tutto il Vangelo: eterna novità di vita per gli uomini di tutti i tempi, la pace ne costituisce un filo conduttore che partendo dall’an-nuncio della nascita di Gesù Cri-sto, ne svela il dono per l’umanità amata da Dio: Gloria a Dio nell’al-to dei cieli e pace in terra agli uo-mini che egli ama. Dono reale, concreto, frutto di una giustizia che ha la sua radice nel riconosci-mento e rispetto dei diritti dell’uo-mo». L’iniziativa è promossa, da quat-tro anni, da diverse realtà giovanili. «Pregheremo — sottolinea padre Pizzaballa riferendosi a Gerusalem-me — perché Dio la faccia capace di accogliere il dono della pace co-me balsamo sulle sue ferite, come amorevole sollecitudine verso ogni suo abitante, come compassione verso le loro sofferenze, come per-dono e misericordia che la faranno capace di speranza e di futuro. Sa-premo amarla col cuore sgombro da ogni giudizio, libero, forte di quell’amore che fa posto nel cuore e nella mente alla preghiera per i propri nemici, sapremo pregare per la pace a Gerusalemme pensandola prediletta dall’amore di Dio, Padre di misericordia che ci ama, oggi, così come siamo». Per aderire all’iniziativa, bisogna inserire all’interno della celebrazio-ne eucaristica una preghiera specia-le per la Terra Santa, o un momen-to di adorazione eucaristica in un altro momento della giornata, o la preghiera del Rosario. «Come ogni anno — ha sottoli-neato il cardinale Peter Kodwo Ap-piah Turkson, presidente del Ponti-ficio Consiglio della Giustizia e della Pace — il Santo Padre ci ha donato, nel messaggio per la gior-nata mondiale della pace del 2013, un testo per riflettere e meditare sul nostro ruolo di operatori di pa-ce. Preparandoci in questi giorni a vivere e celebrare questa giornata di preghiera per la Terra Santa, an-che noi possiamo trovare nelle pa-role del Santo Padre uno spunto per comprendere come possiamo dare il nostro contributo alla Chie-sa universale e a quella delicata porzione di Chiesa in Medio Oriente. Auspico — ha concluso il porporato — che anche quest’anno, la giornata di preghiera sia un buo-na occasione per sentirci parte del-la Chiesa pellegrinante che si fa vi-cina ai fratelli che hanno più biso-gno. Mi sento di farmi più vicino ai numerosissimi giovani, che pren-deranno parte a questo evento. Forgiate la vostra vita sul Vangelo e seguite l’insegnamento di Gesù che ci chiede di essere sempre e ovunque, iniziando dal nostro quotidiano, operatori di pace».

© Osservatore Romano - 26 gennaio 2013