Sinodo della Chiesa caldea. Il cardinale Sandri porta la benedizione del Papa
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- Creato: 28 Gennaio 2013
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R. – Sono quelli di realizzare nella comunione e nella missione la vita nuova della Chiesa caldea, con l’elezione del nuovo Patriarca. Il Santo Padre ha inviato la sua benedizione e segue da vicino questo Sinodo che segnerà il futuro della Chiesa cattolica caldea. In questo Sinodo abbiamo la presenza del piccolo mosaico della sofferenza del Medio Oriente: i vescovi dell’Iraq, e sappiamo bene tutto quello che hanno sofferto e che soffrono; due vescovi dell’Iran, i vescovi della diaspora – negli Stati Uniti, in Canada, in Australia – uno del Libano e infine quello della Siria, dove la sofferenza la tocchiamo tutti i giorni attraverso i mezzi di comunicazione. Quindi, questa Chiesa sofferente è riunita, illuminata dallo Spirito Santo, per scegliere il nuovo capo che la guiderà nella collegialità e nella sinodalità per i prossimi anni. E il Papa auspica che nell’Anno della Fede sia proprio un momento di crescita, che porti frutti dopo tante sofferenze e tanti dolori.
D. – Quali sono le principali sfide che dovrà affrontare la Chiesa caldea?
R. – Le principali sfide sono quelle della Chiesa in generale: la fede e, nel caso particolare della Chiesa caldea, ovviamente, una grande importanza è riservata al dialogo ecumenico e al dialogo interreligioso. La carenza di fede, perché i cristiani sono pochi e molti dei nostri hanno dovuto fuggire, migrare, andare altrove per cercare quella pace e quella sicurezza che mancavano nella loro patria. In questa situazione di violenza e di sofferenza, la fede si è affievolita. In quest’Anno della Fede, il Papa ci chiama proprio a rinvigorirla e a viverla con tutta l’intensità in modo tale che sia non soltanto una fede intellettuale, di parole, ma una fede di vita che si trasmette attraverso il proprio esempio e la propria testimonianza.
D. – Lei è stato recentemente in Iraq. Quali impressioni ha riportato?
R. – Le impressioni sono che nonostante tutto quello che noi apprendiamo dalle notizie, per la situazione di violenza e di terrorismo, c’è una Chiesa viva, la Chiesa in Iraq che si manifesta sia attraverso la Chiesa caldea sia attraverso la Chiesa siro-cattolica, sia attraverso la Chiesa latina. Ci sono i nostri fratelli che vivono il Vangelo, che cercano di mettere tutta la loro vita nelle mani del Padre, attraverso Gesù Cristo, nella comunione dello Spirito Santo. E questo l’ho visto nelle divine liturgie alle quali ho partecipato e che mi hanno veramente rincuorato nella speranza di un futuro migliore. E poi, la sensazione di vedere che appartengono con tutto il loro animo alla Chiesa universale, alla Chiesa cattolica; sentono l’abbraccio paterno del Papa, sentono la vicinanza di lui a loro e di tutti noi, che con la preghiera e con l’affetto li seguiamo sempre con tanta ammirazione e con tanta fraternità.
D. – Nei Paesi arabi sta soffiando un vento islamista. Quale dialogo è possibile, oggi, con il mondo musulmano?
R. – Intanto il dialogo al quale ci chiama il Concilio Vaticano II: dopo aver parlato dei nostri fratelli ebrei, parla anche – in primo luogo – dei musulmani e di coloro che appartengono ad altre religioni. Con i musulmani, noi condividiamo la fede nel Dio unico. Ma c’è un impegno comune che può essere abbinato anche a questa cosiddetta Primavera araba, che è quello di dare tutta l’importanza alla dignità della persona umana, a quella sua dignità che si manifesta nella sua libertà, specialmente nella libertà religiosa, nella difesa dei diritti fondamentali degli uomini e delle donne.
D. – Ma ci sono dei timori per il futuro tra i cristiani?
R. – I cristiani, vivendo in un Paese a maggioranza islamica, possono avere dei timori, ma non tanto a causa dell’islam, perché anche l’islam è una religione che vuole la concordia e la pace; tutto quello che è deformazione dell’islam, come la violenza o il voler imporre con la forza la propria religione, quello non ha nulla a che vedere con l’islam. Con l’islam autentico c’è possibilità di dialogo e di intesa.
© www.radiovaticana.org - 28 gennaio 2013