Orrore in Siria
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- Creato: 30 Gennaio 2013
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Damasco, 30. "Si fermi il massacro in Siria, in nome dell'umanità". Con queste parole il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, aprendo in Kuwait la conferenza dei donatori per gli aiuti umanitari in Siria, ha lanciato un appello a tutte le parti coinvolte nel conflitto e "in particolare al Governo" di Assad. Un appello che arriva a meno di ventiquattro ore da una nuova strage ad Aleppo, nella quale - stando ai primi bilanci - sarebbero morte oltre cento persone.
L'inviato speciale dell'Onu e della Lega araba, Lakhdar Brahimi, ha detto ieri, commentando la notizia della strage, che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite deve "mettere da parte i contrasti e intraprendere azioni per risolvere la crisi siriana, che conosce orrori senza precedenti". Ieri ad Aleppo sono stati ritrovati i cadaveri di almeno 68 persone, soprattutto giovani e ragazzi. Sulla base delle prime ricostruzioni fornite dalle autorità locali si tratterebbe delle vittime di una brutale esecuzione di massa. Il ritrovamento dei cadaveri è avvenuto nel fiume Qewaq, che separa il distretto di Bustan Al Qasr da Ansari, nella parte sud-occidentale della città, come riferisce l'osservatorio siriano per i diritti umani, un'organizzazione che raccoglie diversi gruppi di attivisti. Le vittime - stando ai bilanci forniti dagli oppositori - potrebbero essere più di cento. Il Governo, smentendo le notizie circa un possibile coinvolgimento dell'esercito, ha attribuito la responsabilità delle violenze a non meglio precisati "gruppi di terroristi" infiltrati dall'estero.
(©L'Osservatore Romano 31 gennaio 2013)
L'inviato speciale dell'Onu e della Lega araba, Lakhdar Brahimi, ha detto ieri, commentando la notizia della strage, che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite deve "mettere da parte i contrasti e intraprendere azioni per risolvere la crisi siriana, che conosce orrori senza precedenti". Ieri ad Aleppo sono stati ritrovati i cadaveri di almeno 68 persone, soprattutto giovani e ragazzi. Sulla base delle prime ricostruzioni fornite dalle autorità locali si tratterebbe delle vittime di una brutale esecuzione di massa. Il ritrovamento dei cadaveri è avvenuto nel fiume Qewaq, che separa il distretto di Bustan Al Qasr da Ansari, nella parte sud-occidentale della città, come riferisce l'osservatorio siriano per i diritti umani, un'organizzazione che raccoglie diversi gruppi di attivisti. Le vittime - stando ai bilanci forniti dagli oppositori - potrebbero essere più di cento. Il Governo, smentendo le notizie circa un possibile coinvolgimento dell'esercito, ha attribuito la responsabilità delle violenze a non meglio precisati "gruppi di terroristi" infiltrati dall'estero. (©L'Osservatore Romano 31 gennaio 2013)