Enorme contributo all’unità dei cristiani

benedetto-xvi-bartolomeo-1-18-oct-2008Lettera del segretario generale del World Council of Churches, Olav Fykse Tveit


GINEVRA, 28. Profonda gratitudine a Benedetto XVIper il suo contributo all'unità dei cristiani e per il ministe-ro petrino fin qui svolto è stata espressa dal segretario generale del World Council of Churches (Wcc o Consiglio ecumenico delle Chiese) reverendo Olav Fykse Tveit, in una lettera indirizzata al Papa in occasio-ne dell'ultima udienza generale del svoltasi mercoledì. «In occasione delle Sue dimissioni dalla Sede Apostolica di Roma e del ministero petrino — scrive Fykse Tveit, che è alla guida di una orga-nizzazione di 349 fra Chiese e comu-nità religiose per una rappresentanza di milioni di cristiani di un centinaio di Paesi — noi del movimento ecu-menico ci soffermiamo a ricordare i Suoi numerosi contributi alla vita della Chiesa e del mondo e Le augu-riamo ogni bene mentre prosegue il suo ministero di preghiera e di medi-tazione». Rendendo omaggio all’immenso contributo offerto dal Papa all'unità dei cristiani, Tveit ha ricordato come Benedetto XVIconosca molto bene il Consiglio ecumenico delle Chiese es-sendo stato membro tra la fine degli anni ‘60 e agli inizi degli anni ‘70 del secolo scorso della commissione del Wcc, Fede e Costituzione, come professore cattolico di teologia all’università di Tubinga. «Analizzando tutto il suo servizio alla Chiesa da una prospettiva ecu-menica — prosegue Tveit — il World Council of Churches è estremamente grato per la Sua immensa e profon-da dedizione alla ricerca dell’unità dei cristiani come un modello per l’unità di tutta l’umanità». Nella lettera, ricordando i benefici ricevuti dal Wcc per mezzo del mini-stero di Benedetto XVI, si esprime anche ringraziamento per il sostegno dato agli incontri fra rappresentanti cattolici e il Wcc, in particolare, al gruppo misto di lavoro tra la Chiesa cattolica e il Consiglio ecumenico delle Chiese, alla commissione Fede e Costituzione, alla commissione sul-le Missioni nel mondo e l’evangeli-smo, così come alle numerose inizia-tive indipendenti promosse dal Glo-bal Christian Forum. Il segretario generale del Wcc ha anche fatto rife-rimento ai suoi precedenti incontri con Benedetto XVIa Roma, nel 2010, e in occasione della Giornata mon-diale di preghiera per la pace ad As-sisi, nel 2011. «Le nostre conversazio-ni — prosegue la lettera di Fykse Tveit — mi hanno lasciato con la convinzione dell’importanza di raf-forzare le relazioni già forti che con-sentono ai cristiani di varie confes-sioni di pregare insieme, lavorare e dedicarsi insieme all’unità nella fe-de». Inoltre, il segretario generale del Wcc ha tenuto a sottolineare che la stretta collaborazione di Benedetto XVIcon l’allora presidente del Ponti-ficio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, cardinale Walter Kasper, abbia ispirato impor-tanti capitoli nel pensiero ecumenico e la raccolta dei frutti del dialogo è proseguita nella sua cooperazione con l’attuale presidente del dicastero, il cardinale Kurk Koch. «È stato du-rante il Suo pontificato — si legge ancora nella lettera — che la commis-sione Fede e Costituzione nel suo te-sto condiviso “La Chiesa verso una visione comune” ha posto la seguen-te domanda: “Se secondo la volontà di Cristo le attuali divisioni vengono superate, come si può intendere ed esercitare un ministero che serva ad alimentare e promuovere l’unità del-la Chiesa a livello universale?”. Per tutto il suo pontificato Lei ha cerca-to di vivere quotidianamente in ri-sposta a tale domanda». «La Chiesa: verso una visione co-mune» è il secondo documento det-to di "convergenza" nella storia ultra-centenaria della commissione Fede e Costituzione, composta non solo da rappresentanti delle comunità mem-bro del Wcc, ma anche da chi non ne fa parte, come la Chiesa cattolica. Anche in occasione della rinuncia al papato, annunciata l’11 febbraio scorso, il reverendo Tveit aveva espresso l’apprezzamento per l’imp e-gno profuso in questi anni dal Papa. «Dobbiamo rispettare pienamente la decisione di Sua Santità. Con pro-fondo rispetto — aveva dichiarato il segretario generale del Wcc — abbia-mo visto come egli abbia preso la re-sponsabilità e i pesi del suo ministe-ro in età avanzata, in un momento molto impegnativo della Chiesa. Esprimo tutto il mio apprezzamento per il suo amore e per l’imp egno speso per la Chiesa e il movimento ecumenico. Chiediamo a Dio che lo benedica in questo momento e in questa fase della sua vita e che guidi e benedica anche la Chiesa cattolica romana in questo tempo importante di transizione».

© Osservatore Romano - 1 marzo 2013