UNA TESTIMONIANZA DI FEDELTÀ A CRISTO E AL PAPA LA CHIESA GRECO-CATTOLICA RUMENA PERSEGUITATA DAL REGIME COMUNISTA
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- Creato: 28 Marzo 2013
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Centro Asteria, Edizioni Dehoniane Bologna, Fondazione Aiuto alla Chiesa che Soffre e Comunità greco-cattolica rumena di Milano presentano:lunedì 8 aprile 2013, ore 20.30
interviene
S. E. R. mons. Alexandru Mesian, Vescovo dell’eparchia di Lugoj (Romania)
Nell’occasione sarà presentato il volume Ioan Ploscaru, Catene e terrore. Un vescovo clandestino greco-cattolico nella persecuzione comunista in Romania, Collana “Fede e storia”, EDB, Bologna 2013.
Si tratta del primo libro in lingua italiana sulla persecuzione della Chiesa greco-cattolica rumena.
Alexandru Mesian
Nato nel 1937, sesto di otto figli di una famiglia greco-cattolica del Maramureş (Romania), ha lavorato come tecnico chimico fino al 1990. Dopo aver seguito in grande segretezza gli studi teologici, è stato ordinato sacerdote clandestino nel 1965. Solo nel 1972 i suoi genitori hanno saputo della sua ordinazione. Nel periodo della chiesa clandestina si è dedicato alla catechesi, all’assistenza spirituale e sacramentale e ha avuto particolare cura della formazione di giovani aspiranti al sacerdozio. Consacrato vescovo nel 1994, è stato nominato dal beato Giovanni Paolo II ausiliare della eparchia di Lugoj, coadiutore di mons. Ioan Ploscaru, a cui è succeduto l’anno seguente. Dallo stesso anno è il responsabile per l’ecumenismo della Conferenza Episcopale Rumena.
Il libro
Ioan Ploscaru (1911-1998). Ordinato sacerdote greco-cattolico nel 1933 e consacrato vescovo nel 1948, aveva studiato nel Seminario Pedagogico Universitario di Clu, in Romania, e si era perfezionato negli studi teologici a Strasburgo, in Francia. È autore di numerosi scritti di carattere didattico, memorialistico e di letteratura spirituale. Arrestato nel 1949, recluso per quindici anni nelle carceri della Romania, poi continuamente sorvegliato e pedinato dai servizi di sicurezza fino al 1989, il vescovo greco-cattolico Ioan Ploscaru ha pagato con l’accusa di “tradimento della patria” e di “spionaggio” il rifiuto di passare alla Chiesa ortodossa. Siamo alla fine della seconda guerra mondiale e la Romania “liberata” dai sovietici entra, con il governo di Petru Groza, in un periodo buio e di sofferenza. Nelle carceri comuniste e nelle colonie di lavori forzati vengono perseguitati e sterminati cittadini romeni di diverse confessioni, alcuni per motivi strettamente politici, altri – come i vescovi e i fedeli greco-cattolici, dichiarati fuori legge nel 1948 – a causa del credo e dell’appartenenza alla Chiesa di Roma. Le pagine lucide e dolenti di Ploscaru, lontane da qualunque concessione al rancore e segnate dalla compostezza di un uomo che ha deciso serenamente di non patteggiare con la propria coscienza, sono state composte tra la metà degli anni Cinquanta e i primi anni Novanta e pubblicate in Romania nel 1993. Tradotte ora per la prima volta in italiano, esse offrono al tempo stesso il diario di una sofferenza personale, la testimonianza di una Chiesa costretta alla clandestinità e la triste conferma che il Novecento è stato anche il secolo del martirio delle élites intellettuali e degli uomini di fede.
Centro Culturale Asteria
Piazza Carrara, 17 - 20141 Milano
[MM2 – Famagosta o Piazza Abbiategrasso; tram 15 e 3; autobus n. 95]
Ingresso gratuito
INFO: Marco Dalla Torre (347.0912151 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)