Vergogna mondiale

Aleppo2NEW YORK, 1. «Il mondo dovrebbe vergognarsi che a tre anni dell’approvazione del comunicato di Ginevra per portare la pace in Siria non si sia riusciti a porre fine al conflitto ». Con queste parole, ieri, il Segretario generale dell’Onu, Ban Kimoon, è tornato a denunciare la vergogna della guerra in Siria, ricordando che oltre 220.000 siriani sono morti, quasi la metà della popolazione è stata costretta a fuggire dalle proprie case e i civili devono ancora affrontare orribili violazioni dei diritti umani.
«È giunto il momento di uscire da questa follia» ha detto Ban Kimoon, secondo il quale «il Consiglio di sicurezza e la comunità internazionale non devono perdere altro tempo per porre fine al ciclo di violenza». Le prospettive immediate, peraltro, sembrano andare tutt’altro che in questa direzione, sia sul piano militare dove si è inserita da un anno a questa parte anche la sfida del cosiddetto Stato islamico (Is), sia sul piano diplomatico per le perduranti divergenze nella comunità internazionale, soprattutto tra Stati Uniti e Russia, riguardo al giudizio sul Governo siriano del presidente Bashar Al Assad e sui ribelli. Sotto questo aspetto, in conseguenza proprio della presenza dell’Is, sembrano comunque profilarsi possibili novità. Il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, ha detto ieri, in margine ai colloqui a Vienna sul nucleare iraniano, che Mosca e Washington sono d’accordo sulla necessità di maggiori azioni collettive per combattere l’Is e ha aggiunto che a questo scopo presto si potrebbero tenere consultazioni tra Russia e Stati Uniti. Sui fronti di guerra siriani, intanto, l’Is appare però tutt’altro che in ritirata. Il gruppo ha lanciato ieri una controffensiva nel nord della Siria per il controllo del valico frontaliero con la Turchia a Tal Abyad. Il sito libanese As Safir riferisce che i miliziani jihadisti hanno aggirato le postazioni curde ad Ayn Issa e hanno raggiunto la periferia di Tal Abyad, conquistata dai curdi dieci giorni fa. Secondo altre fonti, a questo punto i miliziani dell’Is sarebbero stati però a loro volta circondati e isolati dai peshmerga. Tutte le informazioni, comunque, non possono essere verificate in maniera indipendente sul terreno. Così come non sono verificabili le notizie fornite dall’opp osizione siriana riguardo alle atrocità perpetrate dall’Is sia contro due donne decapitate con l’accusa di stregoneria e contro uomini che sono stati crocifissi per non aver rispettato il digiuno diurno del Ramadan, sia contro dieci civili, compresi due bambini, uccisi in raid aerei governativi sulla località di Duma, cittadina 15 chilometri a nord-est di Damasco. Da parte sua, la Turchia sta rafforzando il dispositivo militare lungo l’intera frontiera con la Siria, compresa l’area di Kobane, dove la scorsa settimana l’Is ha tentato un altro attacco.

© Osservatore Romano - 2 luglio 2015