L'appello dei cristiani dopo i recenti attentati a Baghdad
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- Creato: 24 Agosto 2009
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Baghdad, 24. Sebbene le chiese non siano state l'obiettivo dell'ultima ondata di attentati in Iraq, diversi capi religiosi si stanno appellando alla comunità internazionale affinché faccia tutto quello che è possibile per incoraggiare e dare sostegno al Paese flagellato dalla violenze e alla sua popolazione. In quella che è stata la giornata più cruenta nel Paese asiatico dal febbraio del 2008, si ricorda, diverse autobombe hanno causato la morte di almeno 95 persone e il ferimento di altre 400.
È del resto questo stesso messaggio a essere messo sotto attacco dagli attentatori, come confermato dallo stesso primo ministro al Maliki, il quale ha spiegato come chi ha ideato e portato a termine gli attentati sia animato dalla volontà di rendere vani gli sforzi di arrivare a un società irachena sicura e vivibile, senza barriere fisiche e ideali all'interno della popolazione. Uno sforzo quanto mai delicato, a circa due mesi dal ritiro delle forze militari degli Stati Uniti dalle città irachene in ottemperanza al programma che prevede il completo ritiro del personale militare entro la fine del 2011. Già dal prossimo anno tuttavia - entro agosto 2010 - le forze di combattimento dovranno aver abbandonato il Paese, lasciando a un solo contingente di circa 50.000 uomini il compito di addestrare le forze di sicurezza e altro personale iracheno in un periodo di transizione che, anche alla luce dei recenti attentati, si rivela particolarmente delicato.
(©L'Osservatore Romano - 24-25 agosto 2009)