MEDIO ORIENTE: LO SCAUTISMO “PONTE TRA LE DIVERSE ETNIE, RELIGIONI, CULTURE E GENERAZIONI”

Il ruolo dello scautismo per il Medio Oriente. Se ne è parlato ieri a sera a Roma, in un incontro promosso dalla Compagnia di San Giorgio, attiva nell’ambito scout, insieme al Segretariato della Congregazione per il Medio Oriente, in occasione del Sinodo dei vescovi in corso in Vaticano. Nel quadro delle iniziative internazionali lo scorso agosto la stessa Compagnia aveva stipulato con le associazioni scout di Israele e Palestina un patto “nella convinzione che lo scautismo possa partecipare al processo di pace in Terra Santa, facendo da ponte tra le diverse etnie, religioni, culture e generazioni”, e affinché “la comunità cristiana permanga viva e presente”. Da diversi anni, gli scout italiani (Compagnia di San Giorgio, Agesci, Fse) promuovono pellegrinaggi, iniziative di solidarietà e di formazione insieme agli scout di Terra Santa. In Medio Oriente lo scautismo costituisce la principale esperienza educativa per i giovani ed è quello italiano a movimentare il maggior numero di scout verso questi Paesi. All’incontro erano presenti alcuni padri Sinodali, il Segretario per la Congregazione per il Medio Oriente, mons. Cyril Vasil, il Custode di Terra Santa, p. Battista Pizzaballa.

© SIR - 20 ottobre 2010