Cairo: bruciata una chiesa, 9 morti

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egitto_2Marco Tosatti

Centinaia di islamici radicali, salafiti, hanno attaccato ieri due chiese nei sobborghi del Cairo, per chiedere la “liberazione” di una donna cristiana che si sarebbe convertita all’Islam, e che vivrebbe adesso, dopo il suo ritorno alla Chiesa copta, in un monastero. E hanno attaccato e dato fuoco a una chiesa, nello stesso sobborgo di Imbaba, quella della Vergine Maria. Un testimone dichiarato ad a-Aharam di aver visto almeno un uomo morto nella chiesa data alle fiamme. Ma il conto totale dei morti, secondo i testimoni sarebbe di nove persone. A Saint Mina, la prima chiesa attaccata, i fondamentalisti prima si sono limitati a discutere con I guardian della chiesa. Poi sono passati dalle parole ai fatti, e anno attaccato la chiesa con pietre, colpi d’arma da fuoco e bottiglie molotov. Le autorità, seppure con ritardo, hanno dispiegato molti agenti e soldati, appoggiati da blindati, nella zona. L’esercito ha sparato in aria e usato gas lacrimogeni per separare i copti e musulmani. Almeno 110 persone sarebbero rimaste ferite. E’ da ricordare che l’Egitto del dopo Mubarak è stato messo, per la prima volta, sulla lista dei paesi a rischio per la libertà religiosa dalla Commissione Usa che prepara quella lista per il Dipartimento di Stato. I cristiani copti in Egitto, etnicamente forse la stirpe più antica del Paese sono oltre il 10 per cento della popolazione, e lamentano pesanti ingiustizie da un punto di vista amministrativo, legale e sociale.

San Pietro e dintorni 8 maggio 2011 - © lastampa.it