TERRA SANTA: PARROCCHIA BEIT JALA IN PREGHIERA PER DIRE "NO" A CONFISCA TERRE
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- Creato: 09 Novembre 2011
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“Denunciamo – afferma il religioso - la confisca da parte di Israele dell'ultima area verde lasciata a Beit Jala e consideriamo l'annessione delle terre più belle della zona di Betlemme come un attacco diretto contro il popolo palestinese e in particolare contro i cristiani palestinesi". Stanchi, ma comunque decisi a far valere in tribunale i loro diritti, i fedeli di Beit Jala hanno scelto di celebrare, a partire dal 4 novembre scorso, una messa in un vicino campo di ulivi. “Non vogliamo gettare pietre o provocare violenze – ribadisce padre Shomali - ma solo giustizia e raccontare al mondo la nostra situazione”. Per questi motivi il parroco si appella ai membri del Quartetto per il Medio Oriente (Onu, Usa, Ue e Russia), alla comunità internazionale e chiede che il presidente palestinese Abu Mazen, il Patriarcato latino e la società civile “facciano il possibile per far si che le terre restino nelle mani dei legittimi proprietari". Al Sinodo dei vescovi per il Medio Oriente, dell’ottobre 2010, conclude padre Shomali, è stato detto che “è dovere della Chiesa sostenere la presenza cristiana. Per questo, chiediamo alla Santa Sede e a Benedetto XVI di intervenire, utilizzando tutti i mezzi possibili per aiutarci a proteggere la nostra gente”.
© www.agensir.it - 9 novembre 2011