In fuga dalle violenze
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- Creato: 10 Luglio 2012
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Ginevra, 7.
Emergenza umanitaria in Siria. Il numero dei rifugiati nei Paesi vicini ha superato le centomila persone e la cifra continua
a crescere. L’allarme è stato lanciato dall’Ufficio di Coordinamento degli Affari Umanitari dell’Onu (Ocha). «Solo nei primi tre giorni di luglio tremila siriani hanno attraversato la frontiera con la Giordania» ha segnalato l’agenzia Onu in un comunicato. Secondo l’Ocha, infine, a causa degli intensi bombardamenti alle porte di Damasco, più di duecentomila persone hanno dovuto abbandonare le loro case.Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha dichiarato ieri che gli osservatori dell’Onu in Siria devono svolgere un ruolo più politico che militare. Secondo Ban Ki-moon, la continuazione della violenza in Siria ha alterato le premesse su cui è stata creata la missione delle Nazioni Unite Unsmis, che pertanto dovrebbe essere «ricalibrata», pensando anche alla possibilità di darle un ruolo più specificamente politico, il che la esporrebbe certo a meno rischi «sul campo». L’attività dell’Unsmis dovrebbe essere orientata verso obiettivi «che possono essere raggiunti nelle circostanze attuali», come quello di svolgere un ruolo per «promuovere il dialogo, mediare a livello locale accordi per calmare le tensioni e promuovere il cessate il fuoco tra le parti» ha dichiarato Ban Ki-moon in un rapporto al Consiglio di sicurezza. In quest’ottica, secondo il segretario generale, la missione, con una componente militare «ridotta», potrebbe essere ridispiegata nella capitale «per minimizzare i rischi».
© Osservatore Romano - 8 luglio 2012