Dalla Siria un’accorata invocazione di pace
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- Creato: 02 Agosto 2012
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Damasco, 1. Ci sono soprattutto la speranza nella preghiera e il confor-to e il sostegno del Papa in questo difficile momento per la popolazio-ne in Siria. A testimoniarlo all’agen-zia Fides è stato l’arcivescovo di Alep, Beroea, Halab dei Greco-Mel-kiti, Jean-Clément Jeanbart. Nella città di Aleppo dove le violenze del-la guerra hanno prodotto, fra l’a l t ro , una crescente ondata di profughi, le comunità cattolica, ortodossa e pro-testante sono unite nel massimo de-gli sforzi per aiutare la popolazione. Il presule ha espresso preoccupazio-ne per la situazione. A causa dell’acuirsi del conflitto civile in Si-ria, solo negli ultimi giorni oltre 200.000 sono state le persone in fu-ga da Aleppo e approssimativamen-te più di 220.000 siriani hanno già abbandonato il Paese. «Chiediamo a tutti — ha affermato — di pregare per una soluzione di dialogo. Le di-verse comunità cristiane di Aleppo hanno deciso di unire le loro forze per venire incontro alle necessità dei profughi e di tutti coloro che si tro-vano in difficoltà». Monsignor Jeanbart ha quindi ri-volto un ringraziamento a Benedet-to XVIper l’appello alla riconcilia-zione espresso durante l’Angelus di domenica 29 luglio: «Siamo felici e ringraziamo il Santo Padre per l’ap-pello alla pace in Siria lanciato all’Angelus. L’appello del Papa ha avuto ampia eco sui media siriani che lo hanno qualificato come un fattore positivo. Le parole di Bene-detto XVIsono state tra le più im-portanti notizie riferite dai media locali». Le comunità cristiane della città siriana hanno deciso peraltro la costituzione di un comitato di coor-dinamento per fornire assistenza umanitaria alle persone in difficoltà e ai profughi. Secondo fonti locali, citate dalla stessa agenzia, il comita-to sarebbe formato da undici rap-presentanti di altrettante comunità cristiane di Aleppo. Il dialogo ha preso le forme poi di un’altra inizia-tiva che ha coinvolto, oggi 1° ago-sto, anche la comunità musulmana. I cristiani, come ha spiegato monsi-gnor Jeanbart «si uniscono nel di-giuno ai musulmani, impegnati nel mese di Ramadan. Sarà per noi un tempo di preparazione alla festa dell’Assunzione della beata Vergine Maria del 15 agosto e un momento di condivisione e preghiera per la Siria». Il primate della Chiesa orto-dossa di Antiochia, IgnazioIV Ha-zim, in un messaggio dei giorni scorsi, aveva ricordato «il numero incalcolabile di arabi musulmani e cristiani vittime delle bombe», au-spicando l’intervento delle organiz-zazioni internazionali. In una nota, il World Council of Churches si unisce all’appello del primate, chie-dendo che le Nazioni Unite e la co-munità internazionale sostengano la popolazione siriana. Intanto, il fronte dell’aiuto uma-nitario si sta allargando ad altri Pae-si. Le Caritas sono impegnate per l’assistenza ai profughi in tutta la regione medio-orientale. Oltre 9.000 persone in quattro località della val-le della Bekaa, in Libano, sono affi-date alla Caritas per le necessità es-senziali, dai buoni pasto alle len-zuola, al sostegno psicologico. In Giordania la Caritas raggiunge oltre 5.000 famiglie (circa 25.000 perso-ne). Centinaia di pacchi viveri sono in corso di distribuzione e vi è, in particolare, anche molta richiesta di assistenza sanitaria e scolastica per i bambini. In Turchia si registrano fi-nora circa 43.000 presenze in otto campi, gestiti dalle autorità statali, e altri due sono in preparazione per una capacità di accoglienza di 10.000 rifugiati ciascuno. In Turchia la Caritas concentra la sua azione su sostegno sanitario, distribuzione di viveri, supporto psicologico e tutela giuridica in favore dei rifugiati privi di assistenza pubblica. Ma è soprat-tutto nella stessa Siria che la rete delle organizzazioni caritative cerca di garantire la sopravvivenza a cen-tinaia di famiglie, a Homs, Aleppo, Damasco e in alcuni piccoli villaggi. «Gli operatori devono agire con prudenza, vi sono difficoltà di ac-cesso e di trasporti», si sottolinea dalla Caritas italiana, che ha messo a disposizione un primo contributo. L’attività della Caritas in Siria negli ultimi anni si era concentrata sull’assistenza ai profughi iracheni e alla quale aveva partecipato anche Caritas Italiana. Ora la popolazione siriana è altrettanto vulnerabile, e la situazione di violenza rende partico-larmente difficili le operazioni di aiuto.© Osservatore Romano - 2 agosto 2012