Va scongiurato il conflitto confessionale
- Dettagli
- Creato: 24 Aprile 2013
- Hits: 1280
Damasco, 24. Mentre in Siria si continua a combattere, non si hanno ancora notizie certe sulla sorte del metropolita greco-ortodosso di Aleppo e Alessandretta, Paul Yazigi, e di quello siro-ortodosso di Aleppo, Youhanna Ibrahim, sequestrati lunedì mentre erano impegnati in una missione umanitaria. Nella stessa circostanza è rimasto ucciso il loro autista.In un comunicato congiunto, il patriarcato greco-ortodosso e il patriarcato siro-ortodosso di Antiochia hanno dichiarato che "i cristiani di questo Oriente sono profondamente addolorati per tutta questa violenza che i loro Paesi affrontano: violenza che crea fossati di distanza fra i membri di uno stesso popolo e causa rischi per la vita dei cittadini che conducono la loro esistenza nella pace". Il sequestro "è un aspetto veramente terribile e da condannarsi senza esitazione di tale violenza, poiché disprezza la vita di singoli inermi; noi, chiedendo ai rapitori di rispettare la vita dei rapiti, invitiamo tutti ad abbandonare tutto ciò che permetta o favorisca il conflitto confessionale e di parte tra gli appartenenti ad una stessa patria". Riteniamo - si legge ancora nel comunicato - "che il rimanere nelle nostre patrie e il fare il possibile affinché siano una terra di pace e convivenza sia un grande ed efficace strumento per difenderle; ci rendiamo pure conto che ci sono anche altri cittadini colpiti da eventi simili: preghiamo Dio affinché dia loro forza, li consoli, e insieme con loro innalziamo le nostre voci per rifiutare ogni tipo di violenza che accoltella la nostra patria e copre di sangue i nostri cuori".
Il direttore della sala stampa della Santa Sede, il gesuita Federico Lombardi, aveva dichiarato, lunedì, che il rapimento dei due metropoliti e l'uccisione del loro autista sono "una drammatica conferma della tragica situazione in cui vivono la popolazione della Siria e le sue comunità cristiane". Papa Francesco - aveva aggiunto - "è stato informato di questo nuovo gravissimo fatto, che si aggiunge al crescere della violenza negli ultimi giorni e a un'emergenza umanitaria di proporzioni vastissime".
(©L'Osservatore Romano 24-25 aprile 2013)