Libano: il Patriarca Rai consacra la nazione al Cuore Immacolato di Maria
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- Creato: 17 Giugno 2013
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Sotto il manto di Maria
BEIRUT, 17. Un’invocazione al rispetto della vita e della pace si è levata in Libano dalla collina di Harissa, luogo di culto e di devozione mariana nel Paese. Domenica 16 giugno si è svolta infatti presso il santuario di Nostra Signora del Libano la cerimonia di consacrazione del Libano e del Medio Oriente al cuore immacolato della Beata Vergine Maria. Rappresentanti dell’episcopato cattolico in Libano, assieme al nunzio, l’a rc i -vescovo Gabriele Giordano Caccia, ai quali si sono uniti anche i patriarchi cattolici del Medio Oriente, hanno partecipato alla santa messa al termine della quale è stata chiesta l’intercessione. Il patriarca di Antiochia dei Maroniti, il cardinale Béchara Boutros Raï, ha espresso l’auspicio che tutti i popoli della regione siano liberati, riferisce l’agenzia Fides, «dai peccati che portano a divisioni, aggressioni e violenze». L’atto di consacrazione è avvenuto al termine della celebrazione della messa, presieduta dallo stesso patriarca di Antiochia dei Maroniti. Alla cerimonia erano presenti anche il presidente della Repubblica del Libano, Michel Sleiman, e il primo ministro designato, Tammam Salam. Durante l’omelia il cardinale Raï ha ricordato che il Libano è l’unico Paese dove la solennità dell’Annunciazione, che cade il 25 marzo, viene celebrata insieme dai cristiani e dai musulmani come festa nazionale. Il porporato ha anche fatto cenno alla situazione politica e sociale e alle tensioni esistenti in questa area del mondo, richiamando le parti contrapposte alla riconciliazione. In un momento di preghiera, presuli e fedeli hanno invocato il sostegno a Maria, chiedendo «di elargire la sua tenerezza al nostro amato Libano e a tutto il Medio Oriente». La comunità dei fedeli ha poi rinnovato il proprio impegno a promuovere i valori umani e cristiani all’interno delle proprie famiglie e nel contesto della testimonianza pubblica, al fine di affermare «una civiltà che eleva la persona umana ad ascoltare con la massima obbedienza Dio, che parla costantemente al suo c u o re » . Nell’invocazione sono richiamate una serie di questioni che rendono difficile la pacifica convivenza delle comunità in alcuni Paesi: violenze, estremismo religioso, mancato rispetto della dignità e dei diritti delle persone, limitazione della libertà. «Preghiamo affinché le menti di tutti i figli di questo Medio Oriente siano illuminate — si legge nel testo della preghiera — con la luce dell’unico Creatore, che vuole che noi viviamo come una famiglia umana, legati da vincoli di fratellanza». Al termine della preghiera, vescovi e fedeli uniti, hanno implorato ancora l’intercessione della Vergine Maria «per la pace nei cuori, nelle famiglie, nelle comunità e per il progresso degli esseri umani». In tutto il Libano si è partecipato con emozione all’evento spirituale. Nelle scorse settimane chiese e parrocchie avevano iniziato un cammino di preparazione, culminato con la partecipazione di una moltitudine di fedeli alla cerimonia di consacrazione. Un’immagine della Madonna è stata portata in ogni parrocchia del Paese negli ultimi quaranta giorni per essere mostrata durante le messe. Il santuario di Nostra Signora del Libano si trova su una collina che si affaccia sulla zona costiera ad alcune decine di chilometri da Beirut. Spesso è visitato anche da fedeli musulmani.
© Osservatore Romano - 17 - 18 giugno 2013