INVITO AD UN ESAME COSCIENZA

"Un invito ad un esame di coscienza". A lanciarlo è stato il card. Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, intervenendo questo pomeriggio a Roma alla sessione di apertura del IV Summit dei leader religiosi in occasione del G8. Nel prendere la parola il rappresentante vaticano propone ai leader politici di "fermarsi a pensare a ciò che abbiamo costruito e a riconoscere con lucidità le nostre fragilità". Ed ha aggiunto: "Quando i soldi sono divinizzati, le relazioni umane si riducono quasi sempre a rapporti di mercato. La propensione a consumare sempre più porta in definitiva ad un esaurimento delle risorse del pianeta ed aumenta le ineguaglianze. E quando la finanza è fine a se stessa, essa genera perturbazioni di difficile controllo. Abbiamo il dovere di esortare alla vigilanza!". Da qui, un "appello" a sposare "un nuovo stile di vita": "una certa sobrietà - ha detto il cardinale - si impone". Ciò significa rispettare "la natura e le sue risorse", pensando alle "generazioni future"; imparare "ad essere più solidali"; mettere "l'economia al servizio della persona; considerare "il lavoro non solo come mezzo di guadagno ma anche come partecipazione all'opera di Dio". "Di fronte alle difficoltà del presente, la Chiesa cattolica ha fatto la scelta della speranza e della fiducia". Ma è "insieme, cristiani e fedeli di altre religioni, che dobbiamo aiutare coloro che hanno la pesante responsabilità della gestione delle società, nel discernere il grado di umanità delle loro decisioni". "Invitiamoli, cari amici - ha detto il cardinale concludendo il suo intervento - a porsi la domanda se la politica, l'economia, le leggi sono al servizio della persona umana creata ad immagine di Dio. In un mondo globalizzato, illuminiamo la loro strada perché nascano solidarietà concrete".
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