La conoscenza favorisce l'intesa tra le religioni
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- Creato: 14 Agosto 2009
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di Alessandro Trentin
"La particolarità di questo seminario - afferma Barsoum - è che ha reso possibile contatti reali e ha dato l'opportunità di eliminare i pregiudizi reciproci tra i partecipanti".
Per la responsabile, questo è stato agevolato dalla scelta della formula comunitaria. "Quando infatti è iniziato il seminario - specifica - non è stato facile per i giovani prendere la parola, perché ognuno di loro doveva confrontarsi con gli stereotipi dei Paesi di origine". Barsoum spiega che "i pregiudizi sono veicolati anche dalle rappresentazioni fatte dai media delle realtà locali e ciò che viene pubblicato spesso generalizza le percezioni negative". "Ma - osserva - quando gli studenti sono entrati in relazione reale e diretta, hanno cominciato a scoprire chi è veramente "l'altro", rompendo i pregiudizi e costruendo ponti".
Il seminario del Wcc si tiene tradizionalmente ogni anno, sempre a Bossey, tuttavia, aggiunge la donna "ogni volta l'esperienza assume contenuti caratteristici, in relazione alle varie personalità dei partecipanti, arricchendo così di volta in volta i frutti del dialogo". "Quest'anno - evidenzia - ha fatto particolare impressione vedere come i giovani hanno saputo instaurare tra loro il confronto, in quanto molti provenivano da zone dove sono in atto scontri militari e non hanno la possibilità di entrare in contatto con i coetanei delle altre comunità". "A Bossey - conclude - ciò invece è potuto accadere: gli studenti hanno avuto modo di condividere le loro esperienze di sofferenza e di sentirsi interiormente trasformati per aprirsi alla riconciliazione".
Il seminario, fra l'altro, ha dato ai giovani l'occasione di prendere parte ai diversi riti delle religioni di appartenenza: "Questa - ha detto Barsoum - è un'opportunità che raramente abbiamo nella vita quotidiana. L'esperienza individuale di come entriamo in contato con il divino, ci può aiutare a scoprire quello che abbiamo in comune con gli altri".
(©L'Osservatore Romano - 15 agosto 2009)
"Un'esperienza altamente positiva che ha visto un concreto e utile confronto tra giovani per sviluppare il reciproco rispetto". È, in sintesi, il bilancio del seminario di formazione per il dialogo interreligioso promosso dal World Council of Churches (Wcc) nei giorni scorsi, a Bossey, in Svizzera, tracciato dalla responsabile per il dialogo tra cristiani e musulmani, Rima Barsoum. Venticinque studenti cristiani, ebrei e musulmani, come si è riferito nell'edizione di ieri de "L'Osservatore Romano", si sono confrontati in particolare sul tema "Il contributo delle religioni alla pacificazione".
Le religioni, è fra l'altro emerso, anziché costituire un ostacolo al processo di riconciliazione nei contesti di conflitto, assumono un valore di testimonianza corale ai valori primari dell'uomo."La particolarità di questo seminario - afferma Barsoum - è che ha reso possibile contatti reali e ha dato l'opportunità di eliminare i pregiudizi reciproci tra i partecipanti".
Per la responsabile, questo è stato agevolato dalla scelta della formula comunitaria. "Quando infatti è iniziato il seminario - specifica - non è stato facile per i giovani prendere la parola, perché ognuno di loro doveva confrontarsi con gli stereotipi dei Paesi di origine". Barsoum spiega che "i pregiudizi sono veicolati anche dalle rappresentazioni fatte dai media delle realtà locali e ciò che viene pubblicato spesso generalizza le percezioni negative". "Ma - osserva - quando gli studenti sono entrati in relazione reale e diretta, hanno cominciato a scoprire chi è veramente "l'altro", rompendo i pregiudizi e costruendo ponti".
Il seminario del Wcc si tiene tradizionalmente ogni anno, sempre a Bossey, tuttavia, aggiunge la donna "ogni volta l'esperienza assume contenuti caratteristici, in relazione alle varie personalità dei partecipanti, arricchendo così di volta in volta i frutti del dialogo". "Quest'anno - evidenzia - ha fatto particolare impressione vedere come i giovani hanno saputo instaurare tra loro il confronto, in quanto molti provenivano da zone dove sono in atto scontri militari e non hanno la possibilità di entrare in contatto con i coetanei delle altre comunità". "A Bossey - conclude - ciò invece è potuto accadere: gli studenti hanno avuto modo di condividere le loro esperienze di sofferenza e di sentirsi interiormente trasformati per aprirsi alla riconciliazione".
Il seminario, fra l'altro, ha dato ai giovani l'occasione di prendere parte ai diversi riti delle religioni di appartenenza: "Questa - ha detto Barsoum - è un'opportunità che raramente abbiamo nella vita quotidiana. L'esperienza individuale di come entriamo in contato con il divino, ci può aiutare a scoprire quello che abbiamo in comune con gli altri".
(©L'Osservatore Romano - 15 agosto 2009)