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Le biblioteche religiose casa del dialogo

Milano, 25. Il cardinale Dionigi Tettamanzi è intervenuto ieri al convegno intitolato "Babel, Bible and Kor'an, from Text to Context" tenutosi presso la Sala Accademie della Biblioteca Ambrosiana a Milano. Le relazioni tra "Babele, Bibbia e Corano, dal testo al contenuto" è quanto alcuni esperti hanno esaminato in questo incontro organizzato dall'Associazione dei Bibliotecari Ecclesiastici Italiani (Abei). I diversi aspetti del tema del dibattito, "dalle culture ai libri di culto:  funzioni moderne delle biblioteche nelle tradizioni religiose delle civiltà del mediterraneo", sono stati illustrati nelle relazioni di monsignor Cesare Pasini, prefetto delle Biblioteca Apostolica Vaticana; di Malachi Beit-Arié, professore emerito di codicologia e paleografia, di Gabriele Mandel Khàn, vicario generale della confraternita sufi Jerrahi-Halveti d'Italia.

Dopo il saluto di benvenuto di Steve Witt, rappresentante della International Federation of Library Associations and Institutions (Ifla), il cardinale Dionigi Tettamanzi ha pronunciato l'intervento introduttivo. Il porporato ha dichiarato di essere "lieto, e con me lo è tutta la Chiesa di Milano, di inaugurare nella nostra città, in questa biblioteca, l'importante incontro di studio dedicato alle biblioteche che raccolgono documentazione di cultura e tradizione ebraica, cristiana e islamica del Bacino del Mediterraneo".
L'arcivescovo di Milano ha quindi sottolineato il parallelismo di questa iniziativa al Congresso mondiale delle biblioteche che si tiene in questa città a cura dell'Ifla. Il porporato ha illustrato a un'assemblea attenta la molteplicità delle biblioteche religiose presenti nell'area dell'arcidiocesi:  oltre all'Ambrosiana, ha citato "le Biblioteche capitolari del Duomo - la più antica della Lombardia - e di Sant'Ambrogio, le biblioteche della Università cattolica, della facoltà teologica e dell'Archivio storico diocesano, quella dei Servi di Maria, la Biblioteca Francescana". "Tutte queste - ha sottolineato l'arcivescovo di Milano, riferendosi alle istituzioni citate - svolgono un importante servizio non solo alle istituzioni che le gestiscono, ma al pubblico in genere".
Il porporato ha quindi evidenziato il respiro internazionale che caratterizza il settantacinquesimo congresso mondiale dell'Ifla a Milano e l'opportunità che questo convegno venga ospitato dalla Biblioteca Ambrosiana "inaugurata nel 1609 - dunque esattamente quattrocento anni orsono - dal mio predecessore il cardinale Federico Borromeo". Nel corso della lunga storia di questa istituzione "l'apostolato culturale svolto dall'Ambrosiana non si è mai fermato e, anzi, recentemente si è rinnovato e potenziato con l'ampliamento degli interessi e la riorganizzazione dell'Accademia che le è congiunta".
In merito all'incontro organizzato dall'Abei, l'arcivescovo di Milano ha rilevato che esso "giunge assai opportuno. Il nostro tempo ha vero bisogno di solide basi di dialogo e di confronto tra esperienze e culture assai diverse tra loro, che vengono a contatto, sovente in modo brusco, a causa del movimento migratorio non sempre ordinato e in continua crescita; la travagliata temperie economica crea seri problemi anche di semplice sopravvivenza; la crisi dei valori rischia di mettere in secondo piano la dimensione spirituale dell'uomo; l'emergenza educativa avvertita da tutti impone strategie e interventi di riequilibrio in un mondo giovanile fragile ed esposto a gravi rischi".
Quindi per il porporato risulta ancor più fondamentale in questa società il ruolo delle religioni. "Con il loro richiamo ai valori spirituali - ha affermato l'arcivescovo di Milano - le religioni vengono in soccorso all'uomo facilmente oppresso dalle tribolazioni facendogli scoprire la sua vera dimensione, mostrandogli ragioni di speranza, incoraggiandolo a cercare e praticare il bene proprio e della comunità".
Per combattere l'analfabetismo religioso, il libro può costituire strumento e veicolo prezioso di messaggi fondamentali, ha sottolineato il cardinale Tettamanzi riaffermando l'importanza delle biblioteche religiose che "hanno salvato dalla distruzione i documenti fondamentali della cultura e della tradizione". Infine l'invito a tutti i bibliotecari di queste istituzioni culturali a carattere religioso "a favorire comuni strategie educative per la formazione. In questo modo le biblioteche religiose adempiranno allo scopo per cui furono fondate. Per la formazione e la crescita integrale dell'uomo".

(©L'Osservatore Romano - 26 agosto 2009)