Parolin e l’abbraccio a poveri e malati di Kinshasa: “Siete passati dalla morte alla vita”

abbraccio a poveri e malatiIn Nunziatura il cardinale ha incontrato ieri pomeriggio le Congregazioni religiose locali e i loro assistiti: bambini, anziani, giovani, disabili o abbandonati dalle loro famiglie con l’accusa di stregoneria.“Siete esempio dell’amore che si moltiplica". A tutti il segretario di Stato ha portato la carezza del Papa: "Gli chiederò di pregare per voi"
 

Salvatore Cernuzio – Inviato a Kinshasa 

Quando la mattina di un Sabato Santo di tanti anni fa, le suore lo hanno trovato fuori dalla porta della loro casa, Guy aveva il corpo coperto di mosche e di piaghe. Era stato lasciato per strada dai genitori che lo accusavano di stregoneria dopo la morte di suoi due fratelli nel giro di pochi giorni. Picchiato a sangue, gli era stata versata addosso dell’acqua calda; tramortito, la famiglia lo ha abbandonato su un marciapiede. Le suore del Sacro Cuore di Gesù lo hanno curato in un centro medico. Oggi Guy insegna il francese ai giovani e chiede di pregare per la conversione della sua famiglia. 

Storie di rifiuto e di sofferenza

Ieri pomeriggio sorrideva sotto le carezze del cardinale Pietro Parolin che lo ha incontrato nella Nunziatura apostolica di Kinshasa, insieme ad una rappresentanza delle Congregazioni religiose locali e dei loro assistiti. Dopo la Messa mattutina, il segretario di Stato ha voluto dedicare il suo ultimo appuntamento del viaggio nella Repubblica Democratica del Congo all’umanità più ferita. Anziani, bambini, donne sole con i figli, coppie, adolescenti, tutti uniti dall’unico comune denominatore della sofferenza. Quella che ha la forma del rifiuto e dello stigma sociale, della malattia e della disabilità intellettiva, dell’abbandono anche da parte degli stessi familiari. Una sofferenza guarita a volte solo con l’amore e senza nemmeno cure mediche specifiche - mancando tra l’altro delle risorse economiche per sostenerle - da parte di Congregazioni religiose e realtà ecclesiali che sopperiscono a un grande vuoto istituzionale.

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