Il dialogo, una strada senza ritorno

Luigi Geninazzi

DAL NOSTRO INVIATO A PAFOS (CIPRO)

Cattolici e ortodossi si ritrovano in­sieme per discutere del primato del Papa, tema nevralgico sulla via della riunificazione. Ed infatti a qual­cuno saltano i nervi.
Non dentro la riu­nione ma fuori. L’undicesima Assem­blea plenaria della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa orto­dossa è stata disturbata dalle contesta­zioni di un gruppo tradi­zionalista. All’inizio dei lavori qualche decina di monaci e sacerdoti orto­dossi ha inscenato una plateale manifestazione per protestare contro quella che ritengono « u­na vergognosa sottomis­sione al Papato» . Si sono schierati attorno alla pic­cola chiesa di San Gior­gio, nei pressi dell’omo­nimo hotel dove era in corso la riunione, decisi ad impedire la celebra­zione liturgica da parte dei delegati cat­tolici che, per non cadere nella provo­cazione, hanno detto Messa in un salo­ne dell’albergo.
«Hanno cercato d’inti­midire i rappresentanti ortodossi che hanno mostrato qualche imbarazzo. Ma poi si sono ripresi dall’inevitabile choc ed hanno riaffermato con forza la loro volontà di procedere nei lavori » , ci dice monsignor Eleuterio Fortino, co- segre­tario della Commissione mista e figura storica del dialogo ecumenico. Insom­ma, la protesta si è risolta in un boo­merang. L’arcivescovo di Cipro, Chry­sostomos II, si è arrabbiato tantissimo e ha annunciato che nei riguardi di que­sti « fanatici » verranno prese delle san­zioni. Sul caso ha preso posizione an­che l’assemblea dei delegati. « Conside­riamo unanimemente le reazioni nega­tive al dialogo da parte di alcuni circoli ortodossi come totalmente infondate, false ed ingannevoli – si può leggere nel comunicato finale –. Tutti i membri or­todossi della Commissione hanno riaf­fermato che il dialogo continua nella fe­deltà alla Verità ed alla Tradizione della Chiesa » .
Un dialogo fraterno e a­michevole nell’ambiente solare di uno splendido hotel affacciato sul mare da cui, dice la leggenda, nacque Venere.
Vescovi e metropoliti in mezzo a turisti in ma­glietta, non è spettacolo di tutti i giorni. Ma qui a Pafos c’è stato un dialogo serio, impegnativo e dif­ficile. Lo si può intuire già dal tema dell’incontro, « Il ruolo del vescovo di Ro­ma nella comunione della Chiesa nel primo millennio » .
Lo ammette chiaramente l’arcivescovo Hilarion che guida la delegazione rus­sa: « ci sono divergenze non solo fra cat­tolici e ortodossi ma anche al nostro in­terno » . Se a Ravenna nel 2007 si trovò l’accordo sul fatto che nella Chiesa an­tica il vescovo di Roma era il « protos » , il primo nell’ordine canonico, qui a a Pafos si è entrati nel vivo della questio­ne, esaminando i testi patristici ed i ca­noni apostolici. Appare evidente « l’in­flusso speciale » esercitato sulla Chiesa dal vescovo di Roma ma sono nate di­vergenze sull’interpretazione del suo ruolo. «Non ci può essere co­munione e sinodalità nella Chie­sa senza primato. E parliamo di un primato non semplicemente d’onore. Il primato implica una responsabilità, non è una sem­plice questione organizzativa ma riguarda l’essenza della Chiesa » . A dirlo non è un vescovo cattoli­co ma un metropolita ortodos­so, Ioannis di Pergamo, co- pre­sidente della Commissione mi­sta insieme con il cardinale Ka­sper ed uno dei più autorevoli teologi viventi.
Parlando con lui ci si accorge di come siano ormai alle spalle i tempi in cui il primato del Papa era considerato negli ambienti ortodossi come una be­stemmia o una forma d’imperialismo ecclesiastico.
Ma la strada del dialogo è ancora lunga. « E i nostri lavori procedono troppo len­tamente, bisogna cambiare andatura » si lamenta il metropolita Gennadios di Sassima, co- segretario di parte orto­dossa della Commissione.
Dopo una settimana di riunioni, ci di­ce, « abbiamo affrontato solo la metà del testo- base sottoposto alla discussione dell’assemblea» .
Si è quindi deciso di continuare i lavori a Vienna l’anno prossimo, a settembre. « Il dialogo è una strada senza ritorno » affermano tutti i delegati. E qui a Pafos, ospiti della Chiesa più antica dopo quel­la di Gerusalemme, l’ecumenismo è or­mai di casa.
L’isola di Cipro si prepara ad accogliere nel giugno del 2010 Bene­detto XVI. Una visita che rilancerà il dia­logo con l’intero mondo ortodosso.

© Avvenire - 24 ottobre 2009