Musica sacra ceca e slovacca a Santa Maria Maggiore

In occasione del ventennale dei rinnovati rapporti diplomatici della Repubblica Ceca e della Repubblica Slovacca con la Santa Sede, il 28 aprile le ambasciate presso la Santa Sede dei due Paesi organizzano sotto il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura un concerto nella basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Un programma che desta interesse in quanto propone brani poco frequentati di autori cechi e slovacchi. Si tratta spesso di trascrizioni per un organico che prevede un coro giovanile, una voce baritonale e il pianoforte.
La serata si aprirà con l'Ave Maria di Antonín Dvorák, seguita da brani scelti dai Canti Biblici del compositore ceco, un lavoro intimo scritto nel periodo della vigilia pasquale del 1894 e basato su frammenti tratti dal libro dei Salmi nella traduzione ceca della Bibbia di Tralice. L'intero ciclo conta dieci brani, ne verranno proposti sei. Sempre di Dvorák si ascolteranno anche Kyrie, Gloria, Credo e Sanctus dalla Messa in re maggiore e una trascrizione del celebre Largo dalla Sinfonia dal nuovo mondo, al quale William Arms Fischer, allievo dello stesso Dvorák, ha adattato il testo Goin' home. Al pianoforte si alterneranno Martin Fisl e Mária Dravecká, il baritono sarà lo slovacco Frantisek Balún, il coro quello ceco dei Boni Pueri, nato ventotto anni fa, attivo presso la cattedrale di San Vito a Praga e diretto da Jakub Martinec.
Affianco al grande compositore ceco saranno eseguiti brani di alcuni artisti slovacchi come Mikulás Snajder Trnavský, Ján Levoslav Bella. L'Ave Maria di Jozef Rosinský chiuderà il programma.

(©L'Osservatore Romano - 28 aprile 2010)