Equilibri vaticani

ANGELA AMBROGETTI

Le novità della prossima assemblea sinodale che si svolgerà in Vaticano dal 10 al 24 ottobre sono in effetti due. La brevità della assemblea. Solo 14 giorni, ma concentrati e praticamente senza interruzioni.
Una brevità che è nello stile di Benedetto XVI amante del lavoro intenso e conciso. E poi non si voleva tenere i vescovi troppo a lungo lontani dalle loro Chiese. Un problema che si è presentato spesso in occasione di altre assemblee.
Del resto lo stesso sinodo speciale per il Medio Oriente è stato convocato senza indugio dal papa direttamente su richiesta dei patriarchi che nel 2008, durante la assemblea ordinaria dedicata alla Parola di Dio, fecero un appello perché ci fosse un sinodo per le loro comunità. Nel 2009 era già previsto la seconda assemblea dedicata all' Africa, ed ora ecco il sinodo per il Medio Oriente. Tante Chiese, alcune piccolissime ma altrettanto antiche, molte sconosciute per la maggior parte dei fedeli di rito latino. Anche per questo la scelta delle informazioni linguistiche comprendo ovviamente l'arabo e addirittura l'ebraico.
Ecco la seconda novità.
Il sito della Radio Vaticana ospita una sezione dedicata all'Assemblea e, tra le lingue, c'è l'ebraico.
Una lingua usata dalla piccola comunità cristiana di origine ebraica, ma anche un modo per il mondo ebraico così significativo in quella parte di mondo, di potere accedere alle informazioni dirette dal Vaticano. Una piccola disputa poi, sempre difficile da risolvere, è quella sui numeri dei cristiani in Medio Oriente. "Il tasso d'incremento della popolazione tra gli israeliani cristiani è più o meno pari a quello degli israeliani ebrei, con i quali condividono caratteristiche socio-economiche", dichiara l' ambasciata di Israele presso la Santa Sede carte alla mano. Per molti patriarchi la situaizione sarebbe bene diversa. Forse proprio i lavori del sinodo faranno chiarezza su questo punto. Significativa anche la presenza, tra i 185 padri sinodali, di vescovi del mondo occidentale che hanno nelle loro comunità una forte presenza mediorientale. 19 vescovi infatti vengono da paesi limitrofi come il nord Africa, dall'America e dell'Europa con paesi come la Germania, l'Italia o la Francia.
E il caso ha voluto che proprio oggi il presidente francese Nicolas Sarkozy fosse ricevuto in udienza dal papa e subito dopo scendesse nella Basilica di San Pietro per pregare per il bene della Francia. Un appuntamento che i francesi ripetono a fine maggio davanti all'altare di Santa Petronilla, e che è stati ripetuto per l'occasione. A guidare la preghiera il cardinale francese Tauran che in un breve riflessione, ha pregato perché la dirigenza francese sia "accogliente verso i perseguitati e gli immigrati". Non sono stati citati i Rom il cui allontanamento dalla Francia in estate ha fatto tanto scalpore. Una finezza diplomatica forse.
Di fatto il papa è Sarkozy hanno avuto un colloquio cordiale, tanto che il presidente ha chiesto, ed ottenuto, un rosario benedetto in più per una sua nipotina.
I temi del colloquio di più di mezz'ora sono ufficialmente la politica internazionale come "il processo di pace in Medio Oriente, la situazione dei cristiani in vari Paesi e l'allargamento della rappresentatività delle aeree del mondo negli Organismi multilaterali." Magari si è parlato anche della proposta della Tobin tax per sostenere i paesi poveri e in infatti "è stata sottolineata l'importanza della dimensione etica e sociale delle problematiche economiche, nella prospettiva proposta dall'enciclica "Caritas in Veritate". Soprattutto è stata ribadita la reciproca volontà di mantenere un dialogo permanente ai diversi livelli istituzionali e di continuare a collaborare costruttivamente nelle questioni di comune interesse." Un buon risultato per il presidente francese che ha poi offerto un pranzo ufficiale in ambasciata per il Segretario di Stato Tarcisio Bertone.

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Fonte: http://paparatzinger3-blograffaella.blogspot.com/