Il calice amaro dei cristiani iracheni

274q01b1Avevano solo 32 e 27 anni Thair Abdal e Waseem al-Qas Petrus, i due sacerdoti iracheni uccisi nell'attentato del 31 ottobre scorso alla cattedrale siro-cattolica di Nostra Signora del perpetuo soccorso a Baghdad. Entrambi nati nella capitale irachena, erano stati ordinati rispettivamente il 6 agosto 2006 e il 7 agosto 2007. Si è pregato in suffragio delle loro anime e di quelle delle altre 56 vittime, ieri pomeriggio, giovedì 25 novembre, durante la celebrazione presieduta in San Pietro dal cardinale Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, alla presenza di alcuni dei feriti, curati in questi giorni a Roma, e dei loro familiari.
All'altare della Cattedra, con il porporato hanno concelebrato il patriarca siro Younan e il procuratore a Roma, arcivescovo Al-Jamil. Tra gli altri concelebranti gli arcivescovi Viganò, Eterovic, Vasil' e Travaglino, i vescovi Coussa, Chautur, Youhannes, Ghabroyan e Bilyk. Hanno assistito i cardinali Daoud e Monterisi. Insieme con il corpo diplomatico presso la Santa Sede, gli arcivescovi Filoni, sostituto della Segreteria di Stato, Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati e monsignor Nwachukwu, capo del Protocollo.


(©L'Osservatore Romano - 27 novembre 2010)