Altre voci. Il Vicario di Bashar, Siria, la cristianità e Assad
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- Creato: 02 Aprile 2011
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di Riccardo Cristiano
Il Vicario Apostolico di Aleppo, Monsignor Giuseppe Nazzaro, rientrato precipitosamente in sede da Roma, ha dichiarato all’agenzia missionaria Misna: «Sono tornato in Siria dall’Italia due giorni fa, preoccupatissimo per le notizie apparse sulla stampa, ma sono stato piacevolmente sorpreso dalla calma che ho trovato in città ad Aleppo. Mi hanno confermato lo stesso clima in altri centri del paese, compresa la capitale Damasco. Le manifestazioni, è vero, si sono verificate, e a queste sono seguiti degli arresti. Ma parlare, come ho sentito fare ad alcuni, di centinaia di morti è un’esagerazione che non trova riscontri».
Disordini tribali. Secondo il vicario, inoltre, i disordini sono concentrati nel sud del paese «agitato da tensioni di origine tribale e da un diffuso sottosviluppo» e non hanno niente a che vedere con il complesso tessuto religioso e sociale della Siria che, ha aggiunto «può essere additata come esempio della pacifica convivenza tra le fedi». Quando ho letto queste incredibili dichiarazioni, riprese anche dal SIR, il Servizio di Informazione Religiosa, sono stato tentato di chiamarlo, Monsignor Nazzaro. Volevo dirgli di uscire per strada, di andare verso la stupenda cittadella di Aleppo, lì dove comincia il suq coperto e i colori del deserto entrano nell’abitato. Lì c’è un ragazzo che vende tappeti, proprio accanto alla porta d’ingresso del suq. Quel ragazzo parla italiano: ecco, usando con lui la nostra come lingua franca, in particolare dai segugi del regime, avrebbe potuto capire cosa pensano i giovani siriani della “civile” convivenza sotto il regime di Bashar al Assad: mi è venuto anche in mente di mandargli qualche video girato in Siria dopo il discorso del Presidente.
Unica strada la fuga. Poi però mi sono ricordato del grande Spinoza: le azione umane non vanno né irrise né lodate né detestate, ma comprese. E mi sono sforzato di comprendere. I cristiani in Siria hanno sempre avuto un ragionevole rapporto di “colleganza” con il regime degli Assad. Espressione di una minoranza, gli alawiti, derivazione dello sciismo, gli Assad hanno un naturale timore della maggioranza sunnita. E anche nel mondo sunnita siriano è stata sempre assai forte la Fratellanza Musulmana. È questo comprensibile terrore dell’Islam integralista e fondamentalista che spiega le parole di Monsignor Nazzaro. Ma davanti alla storia i cristiani, in particolare i loro pastori, oggi sono chiamati a riflettere. Accettare il regime baathista perché ti consente di andare a pregare senza rischiare la galera (purché non ti venga mai in mente di impicciarti nelle cose di Cesare) è stata una scelta sofferta ma logica nel passato.Una scelta di necessità che comportava la rinuncia all’idea che quel mondo potesse cambiare. E i fedeli ne hanno tratto la giusta conclusione: emigrare appena possibile.
Rispetto delle minoranze. Ecco perché a mio avviso c’è un’errore di fondo nel messaggio letto dal Papa al Corpo diplomatico a inizio anno: il problema del Medio Oriente non è la libertà di culto dei cristiani, ma il rispetto dei diritti politici, religiosi e civili delle minoranze. Oggi però si è aperta una nuova possibilità grazie al magma delle rivolte, diverse perché diversi sono i paesi e le società in cui si verificano. Questa possibilità ha bisogno che i cristiani tornino ad essere una minoranza creativa, come lo furono sul finire dell’Ottocento, quando segnarono la storia delle idee e delle opere della Nahda.
Rinascimento arabo. Il rinascimento arabo può tornare a vivere se qualcuno ci crede, se qualcuno dice ai giovani arabi che protestano che non c’è solo Facebook o Internet per formarsi e scoprire la bellezza della libertà di pensiero, ma anche il proprio passato. Sì, il passato arabo. Perché il passato inesistente e remoto invocato dai fondamentalisti (la società perfetta dei tempi del Profeta) deve aver presa e la grande opera umanista e modernizzatrice della Nahda, con i suoi movimenti femministi e le sue biblioteche no? E’ stata una consapevole scelta dei regimi cancellare la Nahda, è stata una loro scelta quella di fare del fanatismo fondamentalista la sola alternativa, con quel che segue in termini di “o noi o loro”.
Dialogo cristiano. La malattia dell’Islam nasce dalle dittature arabe, non il contrario. Ora però i cristiani d’Oriente possono, potrebbero, uscire dalle loro “catacombe” e tornare a parlare. In Siria potrebbero parlare di Costantin Zurayk: era un siriano, un cristiano, un nazionalista moderno, un progressista, un appassionato della giustizia nel progresso. Non era un uomo fuori dal mondo, era un protagonista del suo mondo, amato nel suo mondo. Poi è stato rimosso, cancellato dai libri di storia siriani come tutta la grande avventura della Nahda è stata cancellata dai libri di testo arabi. Riportare quella storia nella storia, nell’identità, nel magma delle rivolte, innervandolo nell’oggi, sarebbe il più grande contributo che i cristiani d’Oriente potrebbero dare al futuro dei loro popoli e al loro presente. L’alternativa, nascosti sotto il soffocante mantello nero di Assad, è un lento morire.
© http://www.agenziami.it/index.php - 1 aprile 2011