Cristiani ed ebrei insieme per promuovere i diritti di ogni uomo
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- Creato: 13 Maggio 2011
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Tutti i credenti sono chiamati a dare costante testimonianzadel trascendente e "a incarnare la convinzione che una Provvidenza amorevole e compassionevole" guida la storia "indipendentemente da quanto difficile e minaccioso possa apparire il cammino". Lo ha detto il Pontefice a una delegazione di B'nai B'rith International, organizzazione ebraica di volontariato, ricevuta in udienza giovedì mattina, 12 maggio, nella Sala dei Papi.
Dear Friends,
I am pleased to greet this delegation of B'nai B'rith International. I recall with pleasure my earlier meeting with a delegation of your organization some five years ago.
On this occasion I wish to express my appreciation of your involvement in Catholic-Jewish dialogue and particularly your active participation in the meeting of the International Catholic-Jewish Liaison Committee, held in Paris at the end of February. That meeting marked the fortieth anniversary of the dialogue, which was jointly organized by the Holy See's Commission for Religious Relations with the Jews and the International Jewish Committee on Interreligious Consultations. What has happened in these forty years must be seen as a great gift from the Lord and a reason for heartfelt gratitude towards the One who guides our steps with his infinite and eternal wisdom.
The Paris meeting affirmed the desire of Catholics and Jews to stand together in meeting the immense challenges facing our communities in a rapidly changing world and, significantly, our shared religious duty to combat poverty, injustice, discrimination and the denial of universal human rights. There are many ways in which Jews and Christians can cooperate for the betterment of the world in accordance with the will of the Almighty for the good of mankind. Our thoughts turn immediately to practical works of charity and service to the poor and those in need; yet one of the most important things that we can do together is bear common witness to our deeply-held belief that every man and woman is created in the divine image (cf. Gen 1:26-27) and thus possessed of inviolable dignity. This conviction remains the most secure basis for every effort to defend and promote the inalienable rights of each human being.
In a recent conversation between delegations of the Chief Rabbinate of Israel and the Holy See's Commission for Religious Relations with the Jews, held in Jerusalem at the end of March, stress was laid on the need to promote a sound understanding of the role of religion in the life of our present-day societies as a corrective to a purely horizontal, and consequently truncated, vision of the human person and social coexistence. The life and work of all believers should bear constant witness to the transcendent, point to the invisible realities which lie beyond us, and embody the conviction that a loving, compassionate Providence guides the final outcome of history, no matter how difficult and threatening the journey along the way may sometimes appear. Through the prophet we have this assurance: "For I know the plans I have for you, says the Lord, plans for welfare and not for evil, to give you a future and a hope" (Jer 29:11).
With these sentiments I invoke upon you and your families the divine blessings of wisdom, mercy and peace.Di seguito una nostra traduzione in italiano del discorso del Papa.
Cari amici, sono lieto di salutare questa delegazione di B'nai B'rith International. Ricordo con piacere il mio primo incontro con una delegazione della vostra organizzazione circa cinque anni fa. In questa occasione, desidero esprimere apprezzamento per il vostro impegno nel dialogo tra cattolici ed ebrei e in particolare per la vostra partecipazione attiva all'incontro del Comitato Internazionale di Collegamento Cattolico-Ebraico, svoltosi a Parigi alla fine di febbraio. L'incontro si è tenuto nel quarantesimo anniversario del dialogo, che è stato organizzato congiuntamente dalla Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo e il Comitato Internazionale Ebraico per le Consultazioni Interreligiose. Ciò che è accaduto in questi quarant'anni va considerato come un grande dono del Signore e un motivo di sincera gratitudine verso Colui che guida i nostri passi con la sua saggezza infinita ed eterna. L'incontro di Parigi ha confermato il desiderio dei cattolici e degli ebrei di affrontare insieme le sfide immense delle nostre comunità in un mondo in rapido mutamento e, in maniera significativa, la nostra comune responsabilità religiosa di combattere la povertà, l'ingiustizia, la discriminazione e la negazione dei diritti universali dell'uomo. Ci sono molti modi in cui ebrei e cristiani possono cooperare per migliorare il mondo secondo la volontà dell'Onnipotente per il bene dell'umanità. Nell'immediato i nostri pensieri sono rivolti a opere concrete di carità e servizio ai poveri e ai bisognosi. Tuttavia, una delle cose più importanti che possiamo fare insieme è rendere una testimonianza comune del nostro credo, profondamente sentito, che tutti gli uomini e tutte le donne sono creati a immagine divina (cfr. Gn 1, 26-27) e quindi possiedono pari inviolabile dignità. Questa convinzione rimane il fondamento più sicuro di ogni sforzo volto a difendere e a promuovere i diritti inalienabili di ogni essere umano.
In un colloquio recente fra delegazioni del Gran Rabbinato d'Israele e la Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo, svoltosi a Gerusalemme alla fine di marzo, è stata sottolineata la necessità di promuovere una giusta comprensione del ruolo della religione nella vita delle società contemporanee come correttivo a una visione meramente orizzontale e quindi tronca della persona umana e della coesistenza sociale. La vita e l'opera di tutti i credenti dovrebbero rendere una testimonianza costante del trascendente, mirare alle realtà invisibili che sono al di là di noi e incarnare la convinzione che una Provvidenza amorevole e compassionevole guida l'esito finale della storia, indipendentemente da quanto difficile e minaccioso possa apparire a volte il cammino. Grazie al profeta abbiamo questa assicurazione: "Io, infatti, conosco i progetti che ho fatto a vostro riguardo - dice il Signore - progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza" (Ger 29, 11).
Con questi sentimenti invoco su di voi e sulle vostre famiglie le benedizioni divine di saggezza, misericordia e pace.
(©L'Osservatore Romano 13 maggio 2011)
Tutti i credenti sono chiamati a dare costante testimonianzadel trascendente e "a incarnare la convinzione che una Provvidenza amorevole e compassionevole" guida la storia "indipendentemente da quanto difficile e minaccioso possa apparire il cammino". Lo ha detto il Pontefice a una delegazione di B'nai B'rith International, organizzazione ebraica di volontariato, ricevuta in udienza giovedì mattina, 12 maggio, nella Sala dei Papi.