OSTAGGI NEL SINAI: ZERAI (HABESHIA), UCCISI DAI TRAFFICANTI ALTRI DUE ERITREI
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- Creato: 26 Maggio 2011
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Due eritrei di 27 e 19 anni tenuti in ostaggio dai trafficanti nel deserto del Sinai sono stati uccisi ieri e altri due giovanissimi sono in pericolo di vita. Ne dà notizia oggi don Mussie Zerai, il sacerdote eritreo presidente dell’Agenzia Habeshia. Le due vittime si aggiungono ad altri due giovani uccisi di recente: un eritreo di 24 anni morto più di 15 giorni fa sotto tortura con scariche elettriche, e un ragazzo etiope di 27 anni morto l'11 maggio a seguito di torture subite nei giorni precedenti. In queste ore sono in pericolo di vita altri due ragazzi giovani, il più giovane tra gli ostaggi e un ragazzino di 13 anni. “Questo pomeriggio – racconta don Zerai - ho ricevuto una telefonata disperata da alcuni ostaggi eritrei ed etiopi nel Sinai, raccontano il loro dramma di persone tenute in condizioni di schiavitù, costretti a seppellire i loro compagni morti e chiamare parenti e amici per annunciarne la morte e chiedere aiuto in denaro per pagare il riscatto ai predoni che li tengono in ostaggio”. Don Zerai fornisce anche i nomi dei trafficanti: “Il capo banda, che si fa chiamare Aba Abdella, gestiva un gruppo di 35 persone, 17 dei quali sono stati venduti ad un altro gruppo. Uno dei fratelli, si fa chiamare Yesuf, tiene in ostaggio 16 persone. L’altro fratello, si fa chiamare Yasir e tiene in ostaggio 15 persone tra cui due minorenni”.
Dal 24 novembre 2010 – ricorda don Zerai – “facciamo appello alla Comunità internazionale, in particolare all’Unione europea per il suo rapporto privilegiato e di vicinanza geografica all’Egitto, Israele, Palestina, perché chieda a questi Paesi di impegnarsi con rigore per la lotta contro il traffico di esseri umani nei territori di confine di questi Paesi”. In questi mesi decine di ostaggi hanno perso la vita nel Sinai per mano dei trafficanti. Il sacerdote eritreo chiede che il Parlamento europeo “faccia pressione sui governi della regione per ottenere la liberazione degli ostaggi e mettere la parola fine ai traffico di esseri umani”. Chiede, inoltre, alla Commissione europea di attivare l’Interpol “per catturare i trafficanti e loro complici in Sudan, Eritrea, Egitto, Israele, Dubai, e l’Europa”. “Più tempo passa, più morti ci saranno – denuncia -, non c’è tempo da perdere. Bisogna garantire la protezione ai profughi nei Paesi di transito, non lasciarli in balia dei mercanti di schiavi. L’odioso traffico di esseri umani potrà finire solo se ci sarà la reale volontà di impegnarsi da parte dei Paesi liberi e democratici”.