PAPA-ALESSIO II, POSSIBILE INCONTRO A BARI
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- Creato: 05 Novembre 2008
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(AGI) - Roma, 4 nov. - Lo "storico abbraccio" tra Benedetto XVI e il patriarca ortodosso russo Alessio II potrebbe avvenire a Bari, la citta' di Nicola, il santo taumaturgo che "unisce Bari e Mosca in un vincolo religioso indissolubile". E' quanto scrive oggi, con tutte le cautele possibili, il quotidiano dei vescovi italiani "Avvenire" in uno degli articoli apparsi sulla pagina dedicata alla imminente restituzione della chiesa barese di San Nicola di Mira, con annessa casa del pellegrino, al governo russo, che ne girerebbe la proprieta' al patriarcato ortodosso di Mosca. La cerimonia dovrebbe essere celebrata in dicembre, se non sorgeranno ostacoli, vista la complessita' della trattativa che coinvolge anche il comune di Bari, proprietario degli immobili dal 1937. Il quotidiano cattolico premette che non sono in corso trattative "piu' o meno segrete", ma aggiunge che "se e quando il Papa e il Patriarca di Mosca si incontreranno, lo storico abbraccio non potra' avvenire che qui, a Bari, davanti alla venerata tomba di san Nicola. Perche' si tratta di 'casa', sicuramente, per i cattolici, ma lo e' altrettanto sicuramente per gli ortodossi russi". Una sorta di incontro in campo neutro, dunque, che dovrebbe precedere il viaggio del Papa a Mosca, di cui si parla da tempo (e non solo per Benedeto XVI) ma che finora non si e' realizzato. "Avvenire" aggiunge che la restituzione della chiesa russa di Bari a Mosca potrebbe essere resa piu' solenne dalla presenza nel capoluogo pugliese, per l'occasione, dei presidenti Giorgi Napolitano e Dmitry Medvedev. Se c'e' cautela da parte cattolica, c'e' prudenza anche da parte ortodossa. Ma anche in questo caso si lascia capire che l'incontro tra papa Ratzinger e il patriarca Alessio II potrebbe essere piu' vicino di quanto si possa immaginare.
"Ci sono segnali di grande apertura - dice all'Agi il protosacerdote Antonio Lotti, decano del patriarcato di Mosca per l'Italia - che non possono non essere registrati. Pochi giorni fa il nostro arcivescovo Innocenzo di Parigi, da cui dipendono le parrocchie ortodosse russe italiane, ha accompagnato a Mosca l'arcivescovo di Parigi cardinale Andre' Vingt-Trois che ha incontrato Alessio II. La notizia non ha avuto grande risalto, ma noi la riteniamo molto importante. Il nostro patriarca e' stato anche invitato a Vienna a visitare la chiesa cattolica austriaca. E poi c'e' la reciproca stima tra Alessio II e Benedetto XVI. Sono tutti segnali evidenti".
Un altro esponente della chiesa ortodossa russa in Italia, lo ieromonaco Ambrogio Cassinasco, rettore della parrocchia di san Massimo a Torino, e' convinto che la restituzione della chiesa russa di Bari al patriarcato di Mosca facilitera' l'incontro tra Benedetto XVI e Alessio II: "Se due persone vogliono stare in buona compagnia - dice all'Agi - e uno sa di avere in soffitta qualcosa che appartiene all'altro e gliela restituisce ... La conclusione e' chiara".
Il recente viaggio del cardinale Vingt-Trois a Mosca, ha seguito a ruota i pellegrinaggi in terra russa dell'arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, che alla fine dello scorso mese di agosto ha incontrato il patriarca Alessio II, e dell'arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, che ai primi di ottobre e' stato latore di un messaggio autografo del Papa al Patriarca russo. Tre cardinali a Mosca in due mesi non s'erano mai visti e questo fa pensare che, al di la' delle cautele diplomatiche che negano l'esistenza di trattative fra il Vaticano e il Patriarcato, lo storico incontro possa avvenire quanto prima e che questi scambi di visite lo stiano preparando.
"Anche se i contatti sono episodici e brevi - ha commentato il cardinale Vingt-Trois, intervistato dall'Osservatore Romano alla vigilia del suo viaggio a Mosca - anche se non affrontano le questioni di fondo causa della nostra divisione, tuttavia sono tali da aiutare la Commissione teologica cattolico-ortodossa che da qualche tempo ha ripreso il lavoro in un clima diverso, decisamente migliorato rispetto a dieci-quindici anni fa".
"Ci sono segnali di grande apertura - dice all'Agi il protosacerdote Antonio Lotti, decano del patriarcato di Mosca per l'Italia - che non possono non essere registrati. Pochi giorni fa il nostro arcivescovo Innocenzo di Parigi, da cui dipendono le parrocchie ortodosse russe italiane, ha accompagnato a Mosca l'arcivescovo di Parigi cardinale Andre' Vingt-Trois che ha incontrato Alessio II. La notizia non ha avuto grande risalto, ma noi la riteniamo molto importante. Il nostro patriarca e' stato anche invitato a Vienna a visitare la chiesa cattolica austriaca. E poi c'e' la reciproca stima tra Alessio II e Benedetto XVI. Sono tutti segnali evidenti".
Un altro esponente della chiesa ortodossa russa in Italia, lo ieromonaco Ambrogio Cassinasco, rettore della parrocchia di san Massimo a Torino, e' convinto che la restituzione della chiesa russa di Bari al patriarcato di Mosca facilitera' l'incontro tra Benedetto XVI e Alessio II: "Se due persone vogliono stare in buona compagnia - dice all'Agi - e uno sa di avere in soffitta qualcosa che appartiene all'altro e gliela restituisce ... La conclusione e' chiara".
Il recente viaggio del cardinale Vingt-Trois a Mosca, ha seguito a ruota i pellegrinaggi in terra russa dell'arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, che alla fine dello scorso mese di agosto ha incontrato il patriarca Alessio II, e dell'arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, che ai primi di ottobre e' stato latore di un messaggio autografo del Papa al Patriarca russo. Tre cardinali a Mosca in due mesi non s'erano mai visti e questo fa pensare che, al di la' delle cautele diplomatiche che negano l'esistenza di trattative fra il Vaticano e il Patriarcato, lo storico incontro possa avvenire quanto prima e che questi scambi di visite lo stiano preparando.
"Anche se i contatti sono episodici e brevi - ha commentato il cardinale Vingt-Trois, intervistato dall'Osservatore Romano alla vigilia del suo viaggio a Mosca - anche se non affrontano le questioni di fondo causa della nostra divisione, tuttavia sono tali da aiutare la Commissione teologica cattolico-ortodossa che da qualche tempo ha ripreso il lavoro in un clima diverso, decisamente migliorato rispetto a dieci-quindici anni fa".