A Pristina una chiesa dedicata a madre Teresa

madre-TeresaIl decennale della beatificazione di madre Teresa viene celebrato il 5 settembre nella nuova chiesa santuario a lei dedicata nella città di Pristina, capitale del Kosovo. Figura molto cara ai kosovari (in maggioranza di etnia albanese), madre Teresa è stata beatificata da Giovanni PaoloII il 19 ottobre 2003. Alla cerimonia di inaugurazione del nuovo edificio sacro con la benedizione del presbiterio (con l’altare, l’ambone e il seggio vescovile) è annunciata la presenza di numerosi politici, diplomatici ed esponenti religiosi di diverse confessioni. Oltre al vicario generale dell’amministrazione apostolica di Prizren, don Lush Gjergji, è prevista la partecipazione dell’arcivescovo di Belgrado, monsignor Stanislav Hočevar, dell’arcivescovo di Shkodrë-Pult, monsignor Angelo Massafra, del rappresentante della Chiesa ortodossa Teodosije, del capo della comunità islamica, Naim Trnava e del primo ministro del Governo kosovaro, Hashim Tachi. La data, il 5 settembre, ricorda l’anniversario della scomparsa nel 1997 della religiosa, nata a Skopje, e fondatrice delle Missionarie della Carità, che per oltre mezzo secolo si è dedicata ai più poveri dell’India e di tutto il mondo. Una processione di sacerdoti percorrerà la via principale di Pristina. All’interno della chiesa, che è costruita in mattoni rossi, i fedeli seguiranno poi la messa solenne presieduta dal rappresentante del Santo Padre, l’a rc i v e s c o v o Francesco Canalini. I lavori della chiesa sono stati avviati nel 2007 realizzando un’idea del presidente Ibrahim Rugova. Il leader kosovaro si era infatti adoperato per far rinascere la Chiesa cattolica nel Paese e, secondo diverse testimonianze, si sarebbe convertito al cristianesimo prima della morte avvenuta nel 2006. L’edificio, di oltre 2.200 metri quadrati, in stile neoromanico, sarà il più alto del Kosovo con i suoi 35 metri di altezza e il campanile di 65 metri. La sua realizzazione è stata finanziata dal Comune di Pristina, da diverse missioni cattoliche europee e da numerosi privati. La cerimonia religiosa fa parte delle iniziative promosse dall’amministrazione apostolica di Prizren per ricordare anche il diciassettesimo centenario dell’editto di Costantino. Il sovrano, dice don Lush Gjergji, «era di origine illirica, della Dardania, oggi corrispondente al Kosovo. Noi, come albanesi discendiamo dagli illiri. L’editto di Milano segna una svolta epocale verso la libertà religiosa, come presupposto per qualsiasi libertà e democrazia autentica. Per il Kosovo, Costantino rappresenta dunque il maestro dell’unità nella diversità. Anche i rapporti tra le etnie e tra le religioni stanno migliorando». Da due anni la Chiesa cattolica promuove nel Paese l’incontro regolare dei responsabili delle tre comunità religiose, musulmani, ortodossi e cattolici: «Ultimamente abbiamo creato delle commissioni miste che si incontrano regolarmente ogni tre mesi per discutere le questioni più importanti. Anche la Chiesa ortodossa serba, con monsignor Teodosije, partecipa regolarmente a queste riunioni». E il motto delle celebrazioni scelto da don Lush Gjergji, è proprio «da Costantino a madre Teresa». (rossella fabiani)

© Osservatore Romano - 5 settembre 2013