Un voto cattolico contro la guerra in Siria
- Dettagli
- Creato: 05 Settembre 2013
- Hits: 2145
WASHINGTON, 4. La Conferenza episcopale degli Stati Uniti si sta mobilitando in queste ore con forza contro l’azione militare in Siria. In un nuovo appello diffuso martedì l’organismo dei vescovi sollecita i cattolici a mettersi in contatto con i loro rappresentanti di riferimento al Congresso chiedendo loro di votare contro «la risoluzione che intende autorizzare l’uso della forza militare in Siria» in risposta «all’atroce attacco con armi chimiche» condotto «su civili innocenti» e di appoggiare invece un’azione condotta dagli Stati Uniti, in collaborazione con la comunità internazionale, «per un immediato cessate il fuoco in Siria e per autentici e inclusivi negoziati di pace». I vescovi hanno deciso di mobilitare i fedeli attraverso un Ac t i o n Alert, una chiamata all’azione, nella quale si sottolinea come «tanto la Santa Sede quanto la Conferenza episcopale hanno condannato gli attacchi chimici ma rimangono convinti che solo il dialogo può salvare delle vite e portare la pace in Siria». Già venerdì scorso, in una lettera indirizzata al segretario di Stato americano John Kerry, il vescovo Richard E. Pates, presidente della Commissione episcopale Giustizia e pace, aveva affermato che «la strada del dialogo e del negoziato fra tutte le componenti della società siriana, con l’appoggio della comunità internazionale, è la sola opzione che possa condurre alla fine del conflitto». Oltre a chiedere negoziati e l’immediato cessate il fuoco, il vescovo aveva esortato a fornire assistenza umanitaria in maniera neutrale a tutte le parti coinvolte e aveva incoraggiato «a edificare in Siria una società inclusiva che protegga i diritti di tutti i suoi cittadini, inclusi i cristiani e le altre minoranze». Il contenuto della lettera inviata al segretario di Stato viene ora rilanciato attraverso una dichiarazione che porta la firma, oltre che dello stesso vescovo Pates, del cardinale Timothy Dolan, presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti: «Siamo angustiati — si legge nel documento — dalla terribile sofferenza del popolo siriano e affermiamo di nuovo la necessità del dialogo e del negoziato al fine di risolvere questo conflitto che ha prodotto così tanta devastazione. L’uso delle armi chimiche è particolarmente ripugnante e preghiamo con insistenza per le vittime di tali atrocità e per i loro cari. Apprezziamo il lavoro fatto da quanti portano aiuti umanitari al popolo afflitto da questa crisi e preghiamo perché i loro sforzi possano alleviare le sofferenze dei nostri fratelli e delle nostre sorelle. Dal momento — si legge ancora — che i nostri leader nazionali stanno valutando un’azione militare, è particolarmente opportuno e urgente che noi, negli Stati Uniti, aderiamo all’appello del Santo Padre per la preghiera e il digiuno il 7 settembre al fine di una pacifica soluzione del conflitto in Siria e per la fine ovunque di ogni violento conflitto». Per questi motivi, la Conferenza episcopale chiede «a tutti i cattolici degli Stati Uniti e alle persone di buona volontà di unirsi a noi nel testimoniare la speranza che abbiamo nei nostri cuori della pace per il popolo siriano. Possano le nostre preghiere, il digiuno, il nostro sostegno promuovere una pacifica risoluzione del conflitto in Siria. E possa Maria, regina della pace, pregare per noi e per il popolo della Siria».
© Osservatore Romano - 5 settembre 2013
I vescovi USA scrivono ad Obama
Washington, 5. Un nuovo forte appello contro l'intervento militare in Siria è stato rivolto dalla Conferenza episcopale degli Stati Uniti questa volta direttamente al presidente Barack Obama.In una lettera indirizzata alla Casa Bianca e firmata dal cardinale Timothy Dolan, presidente dell'organismo episcopale, e dal vescovo Richard E. Pates, presidente della Commissione episcopale Giustizia e Pace, si fa riferimento agli appelli contro la guerra lanciati dal "successore di San Pietro, Papa Francesco", e "dai nostri fratelli vescovi sofferenti delle venerabili e antiche comunità cristiane del Medio Oriente".
Con una sola voce, si legge nella lettera, essi "implorano la comunità internazionale a non ricorrere a un intervento militare in Siria. Essi hanno reso chiaro che un attacco militare sarebbe controproducente, aggraverebbe una situazione già tragica e porterebbe a conseguenze indesiderate. Le loro preoccupazioni trovano una forte risonanza nell'opinione pubblica americana mettendo in dubbio l'opportunità dell'intervento" e per di più "in mancanza del consenso internazionale".
Intanto da tutto il mondo, anche dalle zone direttamente colpite dalla violenza delle armi, continuano ad arrivare adesioni alla giornata di preghiera e digiuno per la pace indetta dal Santo Padre sabato prossimo.
(©L'Osservatore Romano 6 settembre 2013)