×

Avviso

Lack of access rights - File 'http:/www.vatican.va/news_services/or/or_quo/017q01c1.jpg'
Lack of access rights - File 'http:/www.vatican.va/news_services/or/or_quo/017q07b1.jpg'

La morte del patriarca Stéphanos II Ghattas

Il cardinale Stéphanos II Ghattas, patriarca emerito di Alessandria dei Copti (Egitto), è morto martedì 20 gennaio al Cairo. Il Papa ha inviato un telegramma di cordoglio al successore, il Patriarca Antonios Naguib.


Apprendendo con dolore la notizia della morte di Sua Beatitudine il Cardinale Stephanos II Ghattas, c.m., Patriarca Emerito di Alessandria dei Copti, tengo a esprimerle la mia unione nella preghiera con la sua Chiesa patriarcale, con la famiglia del defunto e con tutte le persone colpite da questo lutto. Prego Cristo risorto di accogliere nella sua gioia e nella sua pace questo servitore fedele della Chiesa che, prima come missionario nella Congregazione della Missione, poi come Vescovo di Luxor e infine come Patriarca, si è dedicato con zelo e semplicità al servizio del Popolo di Dio, in spirito di dialogo e di convivialità con tutti. In segno di conforto, le imparto di tutto cuore, Beatitudine, la Benedizione apostolica, che estendo ai Vescovi, ai sacerdoti e ai fedeli del Patriarcato Copto di Alessandria, ai confratelli lazzaristi del Cardinale defunto, ai membri della sua famiglia e alle persone che prenderanno parte nella speranza alla liturgia delle esequie.

BENEDICTUS PP. XVI


Analogo telegramma è stato inviato dal cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato.


(©L'Osservatore Romano - 22 gennaio 2009)



La morte di Sua Beatitudine Stéphanos II Ghattas


Il cardinale Stéphanos II Ghattas, Patriarca emerito di Alessandria dei Copti (Egitto), è morto martedì 20 gennaio al Cairo. Aveva da poco compiuto 89 anni. Nato a Cheikh Zein-El Dine, vicino Tahta, eparchia di Sohag dei Copti, il 16 gennaio 1920, era stato ordinato sacerdote il 25 marzo 1944. Eletto a Luqsor dei copti l'8 maggio 1967 era stato ordinato vescovo il 9 giugno dello stesso anno. Era stato eletto patriarca di Alessandria dei copti il 9 giugno 1986 e il successivo 23 giugno Giovanni Paolo II gli aveva concesso la "ecclesiastica communio". Dallo stesso Pontefice era stato creato cardinale e reso pubblico nel concistoro del 21 febbraio 2001. Aveva rinunciato al suo incarico pastorale il 30 marzo del 2006. Il cardinale Nasrallah Pierre Sfeir, Patriarca di Antiochia dei Maroniti, sarà presente alle esequie in rappresentanza del Papa Benedetto XVI.

Il cardinale Stéphanos II Ghattas era entrato nel seminario minore del Cairo nell'agosto del 1929 e aveva compiuto gli studi classici nel collegio della Santa Famiglia dei padri gesuiti, concludendoli nel giugno 1938.
Nel settembre 1938 fu mandato a Roma presso il collegio "De Propaganda Fide" dove conseguì la laurea in filosofia e teologia. Fu ordinato sacerdote a Roma il 25 marzo 1944. Di ritorno in Egitto, fu nominato professore di filosofia e di teologia dogmatica presso il seminario maggiore di Tahta, poi di Tanta. Nel 1952 era entrato nella congregazione della missione di san Vincenzo de' Paoli (Lazzaristi) e aveva compiuto il suo noviziato a Parigi. Dopo sei anni di apostolato in Libano, era stato nominato economo e poi superiore dei Lazzaristi ad Alessandria.
L'8 maggio 1967, il Sinodo copto-cattolico lo elesse vescovo di Tebe-Luxor. Ricevette l'ordinazione episcopale il 9 giugno 1967 nella chiesa dei padri Lazzaristi, ad Alessandria, e fece il suo ingresso in diocesi nel corso di una solenne celebrazione svoltasi nella cattedrale di Tahta il 16 giugno dello stesso anno.
Tra i numerosi impegni pastorali nella sua eparchia il nuovo vescovo dovette anche costruirsi una residenza, tanto che poté occupare la sede solo dopo aver terminato la costruzione del vescovado di Luxor. Vi rimase fino al 24 febbraio 1984, giorno in cui era stato nominato amministratore apostolico del Patriarcato, per sostituire Sua Beatitudine Stéphanos i Sidarous, anziano e malato. Quando l'anziano patriarca dette le dimissioni il Sinodo copto-cattolico, riunito nella residenza patriarcale di Pont-de-Koubbeh, il 9 giugno 1986 elesse all'unanimità proprio il giovane monsignor Andraos Ghattas Patriarca di Alessandria.
Per questa sua nuova missione assunse il nome di Stéphanos II, non solo per manifestare tutta la sua devozione e il suo affetto verso il suo illustre predecessore, ma anche, e soprattutto, per dare una concreta testimonianza di continuità pastorale.
Nel giugno del 1997 il patriarca aveva guidato la visita "ad limina" dei vescovi dell'assemblea della gerarchia cattolica d'Egitto e, rivolgendosi al Papa a nome dei Presuli nel corso dell'udienza, aveva riaffermato la fedeltà e la devozione della Chiesa cattolica del Paese verso il Successore di Pietro, "messaggero della pace universale e del dialogo fraterno".
Nel corso dello storico pellegrinaggio al Monte Sinai, compiuto dal servo di Dio Giovanni Paolo II dal 24 al 26 febbraio 2000, sua beatitudine Stéphanos II Gatthas lo aveva accolto con particolare fervore e lo aveva voluto accompagnare quotidianamente nel corso della visita, volendo ripercorrere con lui, come aveva confidato ai suoi più stretti collaboratori, "i passi oranti e silenti sulle orme di Mosè".
Nel corso dell'Anno Santo, il Patriarca aveva guidato un folto pellegrinaggio giubilare della Chiesa Copta Cattolica, culminato nella celebrazione della divina liturgia in rito copto-alessandrino il 14 agosto nella basilica di Santa Maria Maggiore. Quattro giorni dopo, la mattina del 18 agosto, aveva accompagnato 450 pellegrini del Patriarcato di Alessandria dei Copti, ricevuti poi in udienza a Castel Gandolfo. Era stato un suo profondo desiderio di rivedere il Papa ed esprimergli tutta la sua riconoscenza per la visita compiuta nel febbraio. "Una visita - disse al Papa per confermare la positività della rilevanza avuta dal pellegrinaggio nei luoghi sacri del Sinai - che ha rinvigorito la fede della comunità cristiana. I suoi frutti si sono cominciati ad assaporare sin dal giorno dopo la sua partenza". Tra i suoi numerosi incarichi ricordiamo che è stato presidente del sinodo della Chiesa copta cattolica e dell'assemblea della gerarchia cattolica d'Egitto. L'anno successivo Papa Giovanni Paolo II aveva voluto insignirlo della dignità cardinalizia nel Concistoro del 21 febbraio del 2001. Il 30 marzo del 2006 aveva rinunciato al governo pastorale della sua diocesi.

(©L'Osservatore Romano - 22 gennaio 2009)