Chiesa cattolica e Patriarcato di Mosca - La via della reciproca fiducia
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- Creato: 22 Gennaio 2009
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di Milan ZustSegretario del Comitato cattolico per la collaborazione culturale
con le Chiese ortodosse e le Chiese ortodosse orientali
presso il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani
L'esperienza di collaborazione nel Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani incoraggia ad affermare che le relazioni personali tra i cristiani sono un mezzo efficace per promuovere il loro cammino di comunione. Con ciò non si intende in alcun modo sminuire o relegare in secondo piano il dialogo teologico a livello ufficiale, che la Chiesa cattolica intrattiene con l'Oriente cristiano per il tramite di questo dicastero. Si vuole piuttosto sottolineare il valore delle relazioni personali, che costituiscono l'irrinunciabile fondamento del dialogo della verità. Infatti, per far sì che si instauri e cresca una reciproca fiducia riguardo le affermazioni teologiche degli uni e degli altri, è necessario moltiplicare le occasioni che permettano a tale fiducia di crescere e approfondirsi.
Il Pontificio consiglio ha effettivamente il compito di promuovere l'incontro a vari livelli, e di natura differenziata, che deve tuttavia distinguersi, nella sua molteplicità, per una connotazione fondamentale: fare attenzione all'altro, alle espressioni della sua fede e alla bellezza della sua tradizione, ma anche alla sua sensibilità e ai limiti che ci caratterizzano tutti, in modo da riscoprire ciò che ci unisce e adoperarci a superare ciò che purtroppo ancora ci divide.
Si tratta di un impegnativo processo di crescita che possiamo attuare soltanto con l'aiuto di Dio, con la grazia del suo perdono, in forza del quale possiamo trovare le vie della riconciliazione e ricostituire la nostra reciproca fiducia, indebolita o perduta a causa delle divisioni. Un impegnativo processo di crescita che spinge ad una costante preghiera, alla relazione personale con Dio Padre, con Cristo Signore e con lo Spirito, nella fiducia che sarà esaudita la nostra domanda e potremo di nuovo diventare "una cosa sola nella sua mano" (Ezechiele, 37, 17).
La presente cronaca si limita a menzionare alcuni eventi significativi che hanno caratterizzato il dialogo con gli ortodossi del Patriarcato di Mosca nel 2008. Essi possono costituire forse un esempio di quel cammino evocato sopra, verso la reciproca conoscenza e la reciproca fiducia.
Ricordiamo, in primo luogo, la visita compiuta dal 21 al 30 maggio in Russia dal presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, cardinale Walter Kasper. Essa rispondeva a un invito del metropolita di Smolensk e Kaliningrad, Cirillo, presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca, formulato per la celebrazione della festa dei santi Cirillo e Metodio, il 24 maggio secondo il calendario giuliano, giorno che coincide con l'onomastico del metropolita.
La visita aveva lo scopo di approfondire la conoscenza della Chiesa ortodossa russa, della sua ricca tradizione spirituale e culturale, ciò che è stato possibile grazie ad alcuni incontri con i suoi rappresentanti e la sosta in luoghi particolarmente significativi. Il cardinale era accompagnato, oltre che da chi scrive, dal rappresentante della Santa Sede nella Federazione Russa, arcivescovo Antonio Mennini, il quale ha curato il programma della visita. Prezioso il servizio di monsignor Mennini, nunzio apostolico, caratterizzato da sempre da un costante impegno nell'instaurare personali e fraterne relazioni con la Chiesa ortodossa russa.
Kasper si è recato dapprima a Smolensk, dove è stato accolto con cordialità dal metropolita Cirillo e dai suoi più prossimi collaboratori. Ha partecipato poi alla divina liturgia per la celebrazione dei santi Cirillo e Metodio, ha visitato alcuni luoghi della metropolia di Smolensk e ha avuto un colloquio privato con Cirillo. Durante l'incontro, il porporato e il metropolita si sono riferiti alla "Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa nel suo insieme", in particolare alla partecipazione della Chiesa ortodossa russa alla prossima sessione plenaria della commissione fissata per il 2009.
Si tratta di una questione importante, poiché la perdurante assenza della delegazione ortodossa russa nel dialogo teologico ufficiale rischierebbe di nuocere ai lavori della commissione.
In occasione del suo viaggio in Russia, il Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani ha inoltre avuto modo di visitare alcune istituzioni di formazione teologica e precisamente il seminario ortodosso a Smolensk, l'Accademia di teologia e il seminario a Serghiev Posad, e l'università ortodossa "San Tichon" di Mosca. Il cardinale Kasper è stato favorevolmente impressionato dall'accoglienza dei responsabili, dalla positiva atmosfera che si respira in queste istituzioni e dalle domande che gli hanno rivolto i professori e gli studenti, inerenti a temi attuali, anche delicati, in un dibattito improntato al rispetto e privo di polemica.
Kasper ha inoltre venerato l'icona della Madre di Dio di Kazan, nella città omonima, la sacra immagine che egli stesso aveva riportato in Russia nel 2004, espletando l'incarico che gli era stato affidato da Giovanni Paolo II. Si è poi recato a Nizhniy Novgorod e nella vicina cittadina di Diveevo, dove ha pregato davanti alle reliquie di uno dei santi più venerati in Russia, il monaco Serafino di Sarov. Kazan e Diveevo hanno permesso incontri di altro tipo rispetto ai precedenti che abbiamo citato, ma non per questo meno reali e forse più profondi poiché espressione di comunione spirituale nel culto reso alla Madre di Dio e ai santi. Le visite a Kazan e a Nizhniy Novgorod hanno comportato incontri con la gerarchia ortodossa locale e il presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani ha constatato affinità d'intenti, specialmente per la formazione spirituale dei giovani sacerdoti e dei laici nel quadro della rinascita della Chiesa.
Il 29 maggio 2008, a conclusione della sua visita, il cardinale Kasper ha incontrato il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, Alessio II. Il colloquio, protrattosi per oltre un'ora, si è svolto in un clima cordiale e ha sottolineato gli aspetti positivi delle relazioni tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica, nonché il comune impegno nella trasmissione dei valori cristiani. Sebbene alcuni elementi difficili perdurino, non sarebbe oggettivo negare l'accresciuta cordialità e fiducia nelle relazioni bilaterali tra Roma e Mosca. L'incontro del 29 maggio 2008 ne è stata la conferma. Il Signore ha poi disposto che esso avesse anche valore di congedo terreno del Patriarca dal cardinale Kasper.
Il porporato è tornato a Mosca l'8 e il 9 dicembre 2008 per la triste circostanza della morte di Alessio II, sopraggiunta il 5 dicembre. Kasper guidava una delegazione della Santa Sede alle esequie la cui presenza ha senz'altro rafforzato le relazioni con gli ortodossi russi, almeno con chi di loro è capace di guardare oltre i conflitti quotidiani causati dall'umana debolezza.
Per quanto riguarda la Chiesa ortodossa russa del Patriarcato di Mosca, ci è gradito infine menzionare due importanti presenze a Roma: quella del metropolita di Orenburg, Valentin, che ha partecipato nel giugno scorso all'inaugurazione dell'anno dedicato a san Paolo, e quella, a ottobre, del vescovo Mark, vice-presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca, in occasione dell'Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi su "La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa". Questi e altri incontri vanno situati nel contesto di vari viaggi e visite di rappresentanti della Chiesa cattolica in Russia, e sono espressione del reciproco desiderio delle due Chiese di approfondire le loro relazioni.
Il desiderio di scambiare delle visite per approfondire le relazioni personali ed ecclesiali è percepibile anche nelle relazioni con la Chiesa ortodossa ucraina. Dopo la visita, nel dicembre 2007, del cardinale Kasper a Kiev e il suo incontro con il metropolita di Kiev e di tutta l'Ucraina, Volodymyr, quest'ultimo aveva informato il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani dell'intenzione di prolungare la sua visita alla Comunità ortodossa ucraina in Italia, nel novembre scorso, e di venire a Roma per incontrare Kasper. A causa di un malore che lo ha colpito a Milano, e nell'impossibilità di prolungare il suo viaggio, il metropolita ha inviato a Roma una delegazione guidata dall'arcivescovo di Boryspil', Antonio, rettore dell'Accademia teologica di Kiev.
L'incontro, molto cordiale, avvenuto nella sede del dicastero vaticano, ha trattato principalmente dell'approfondimento delle relazioni cattoliche-ortodosse malgrado le numerose difficoltà e gli ostacoli derivanti dalla difficile storia dell'Ucraina. La delegazione ha anche sottolineato, quale elemento positivo nello sviluppo delle relazioni, la partecipazione di un rappresentante del Pontificio consiglio - oltre che del nunzio apostolico in Ucraina, arcivescovo Ivan Jurkovic - alle festività indette a Kiev nel luglio scorso per il milleventesimo anniversario del Battesimo della Rus'.
Sempre in riferimento all'Ucraina, possiamo menzionare lo sviluppo delle relazioni con la diocesi di Poltava. Il suo arcivescovo, Filipp, ha partecipato all'inaugurazione dell'anno dedicato a san Paolo nel giugno scorso; inoltre, all'inizio dello stesso mese, sette fra professori e studenti del Seminario missionario di Poltava sono stati ricevuti per una visita di studio a Roma al fine di familiarizzarsi con le strutture cattoliche di formazione teologica.
Uno strumento inteso ad approfondire la collaborazione e la fiducia con l'ortodossia in generale e di conseguenza con la Chiesa ortodossa russa, è anche il Comitato Cattolico per la collaborazione culturale, nell'ambito della sezione orientale del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. Tra le attività svolte dall'organismo, si distingue l'attribuzione di borse di studio in discipline ecclesiastiche e affini a candidati ortodossi inviati a specializzarsi in università e facoltà pontificie o cattoliche. Dei sessantasei titolari di una borsa di studio del comitato per l'anno accademico 2008/2009, diciotto di essi sono candidati appartenenti al Patriarcato di Mosca. Le borse erogate dal comitato costituiscono per questi giovani seminaristi e sacerdoti ortodossi un'occasione privilegiata per conoscere meglio la teologia occidentale, apprendendola non soltanto dallo studio, ma anche attraverso la vita pratica, gli incontri e modi diversi di collaborazione.
Il Comitato cattolico per la collaborazione culturale non è immune dalle conseguenze della difficile contingenza finanziaria attuale e teme di dover ridurre il numero delle borse attribuite annualmente grazie al sostegno dei suoi benefattori. Esso si augura di continuare nella misura del possibile un'azione reciprocamente utile.
Abbiamo ricordato alcuni dei momenti più rappresentativi e conosciuti delle relazioni con il Patriarcato di Mosca nell'anno appena trascorso, nell'intento di sottolinearne il loro significato profondo e il loro scopo essenziale, vale a dire la crescita della reciproca fiducia tra i cristiani divisi dai tristi eventi della storia e dal peccato umano. Molto altro potrebbe essere detto in termini di incontri, collaborazione, conversazioni, scambi meno noti, e che non sono oggetto di informazione da parte dei mass media. Spesso, ciò che è essenziale accade nell'anonimato e non è oggetto di notizie diffuse dalla stampa, la radio o la televisione. In un certo senso, il carattere "nascosto" di tutto questo non soltanto promuove la realizzazione dei grandi eventi ma li completa, li fonda e ne fa affiorare il vero significato. Mantenere il loro carattere discreto equivale ad accrescerne la forza che, unita a quella di Cristo, può fare miracoli, anche quando si ha umanamente l'impressione di percorrere il cammino di comunione con passi troppo lenti o esitanti. Personali sacrifici e intime rinunce, nascosti agli altri ma noti al Signore, sono il mezzo che appartiene a noi tutti di pregare per l'unità. Il Signore sa come trasformarli in strumenti di comunione.
(©L'Osservatore Romano - 22 gennaio 2009)