LA “SFIDA DELL’UNITÀ” PER I CRISTIANI DELLA RUSSIA

Unità ecclesiale, dialogo ecumenico, impegno vocazionale, testimonianza evangelica, promozione umana: sono gli obiettivi indicati da Benedetto XVI ai vescovi della Russia in occasione della visita ad limina compiuta la scorsa settimana. A raccoglierli e rilanciarli è mons. Joseph Werth, vescovo della Trasfigurazione a Novosibirsk, intervistato da Mario Ponzi sull'Osservatore Romano. A proposito della situazione della libertà religiosa in Russia, il presule afferma: "Sono nato in Unione Sovietica e conosco la situazione dell'epoca sovietica. Perciò oggi posso affermare con entusiasmo: abbiamo libertà di religione. Tuttavia questo non significa che siamo una Chiesa di Stato o una Chiesa privilegiata da quest'ultimo. Al contrario, non godiamo di alcun privilegio particolare. Abbiamo alcune difficoltà, per esempio riguardo alla questione dei visti". Quanto ai rapporto con la comunità ortodossa, mons. Werth rivela: "Se il dialogo ad alto livello forse è ancora difficile, è sempre esistito quello alla base, in particolare nel periodo comunista", quando le chiese "erano tutte perseguitate. In quella situazione i vari credenti si sono molto avvicinati. Peccato che in tempi più recenti cattolici e ortodossi non abbiano sempre utilizzato questa possibilità per giungere se non all'unità, almeno a una migliore comprensione. Dobbiamo pregare affinché questo accada al più presto".
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