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La Chiesa ortodossa di Grecia accanto alla popolazione

chiesa ortodossa grecaAtene, 7. "La Chiesa di Grecia è pronta a dare sostegno alla popolazione per affrontare le misure decise dal Governo". La Chiesa ortodossa autocefala è accanto ai greci nel difficile periodo che il Paese attraversa. Un pesante piano di austerità è stato adottato dalle autorità statali per la crisi economica che ha condotto la nazione, come ha affermato il presidente Karolos Papoulias, "a raggiungere l'orlo dell'abisso".
Il primate, l'arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, Sua Beatitudine Hieronymos ii, ha incontrato il primo ministro, George Papandreou, esprimendo la volontà della comunità ecclesiale di offrire a tutti i cittadini il pieno appoggio, aiutandoli a superare le difficoltà che inevitabilmente incontreranno nei prossimi mesi e anni per mantenere accettabili condizioni di vita. "La Chiesa di Grecia - ha ribadito il pope Gabriel Papanicolaou - è pronta a dare sostegno in qualsiasi modo". Il sacerdote, fra l'altro, ha partecipato, in qualità di rappresentante della comunità ortodossa greca, a un incontro internazionale presso l'Istituto ecumenico di Bossey, il centro di formazione per il dialogo del World Council of Churches (Wcc, o Consiglio ecumenico delle Chiese-Cec), situato nei pressi di Ginevra, in Svizzera.
La Chiesa di Grecia rappresenta oltre il 90 per cento dei circa undici milioni di abitanti. Il primate Hieronymos ii ha sottolineato che "ora, più che mai, i greci hanno bisogno di buon senso e di unità", in riferimento alle manifestazioni di protesta ad Atene contro le misure di austerità del Governo, che hanno causato tre morti. L'arcivescovo, in una nota, ha espresso "profondo dolore per le tragiche perdite di vita" e ha aggiunto che "la protesta legittima è differente dalla crudele violenza che porta a uccidere". Anche il primo ministro Papandreou ha condannato gli scontri nelle strade, sottolineando che "le morti ingiuste sono la conseguenza della violenza incontrollata e dell'irresponsabilità politica". Il piano del Governo prevede, fra l'altro, tagli alle retribuzioni e la riforma del sistema pensionistico.
"Siamo consapevoli - ha sottolineato il pope Papanicolaou, in occasione dell'incontro ecumenico a Bossey - che le conseguenze degli interventi delle autorità statali faranno sentire i loro effetti più pesanti a partire da dopo l'estate. Per questo, ci stiamo già attrezzando e, in particolare, stiamo preparando i responsabili delle parrocchie a fare fronte all'emergenza". In particolare, ha specificato, si tratta di fornire cibo, vestiti e altri generi di necessità per i più poveri; così come assistenza per coloro che subiranno la perdita del posto di lavoro e che avranno bisogno anche di un aiuto a livello psicologico. "Come Chiesa - ha evidenziato il sacerdote - dobbiamo dare speranza alla gente. La comunità ecclesiale è vicina alla popolazione come sempre".
Il sacerdote punta il dito soprattutto sulle cause morali della difficile situazione in cui la Grecia è sprofondata:  "Questa non è soltanto una crisi finanziaria ed economica, ma anche una crisi di valori". L'impegno, conclude, deve essere indirizzato in primo luogo verso la ricostruzione di un sistema di valori, giudicato come "essenziale per la coesione sociale". Ora, rileva il pope, "abbiamo bisogno di recuperare lo spirito di umiltà".
La questione relativa alla crisi economica e finanziaria, che colpisce non solo la Grecia ma altri Paesi nel mondo, è stato uno dei punti al centro delle discussioni durante l'incontro ecumenico a Bossey. "Le comunità religiose da lungo tempo hanno lanciato l'allarme sulle distorsioni dell'attuale sistema globale di finanza - osserva il direttore dell'ufficio Justice, Diakonia and Responsibility for Creation del Wcc, Rogate Mshana -. Se non ci saranno cambiamenti, questo sistema non potrà altro che produrre crisi del debito, bolle finanziarie speculative, e crolli dell'economia".
Il rappresentante del Wcc afferma inoltre che "l'Europa occidentale è stata considerata per decadi un modello di sviluppo economico, mentre crisi del debito colpivano Paesi in Africa, Asia, Russia e America Latina". In Grecia, come altrove, aggiunge, "esiste un problema strutturale che non può essere risolto soltanto con misure di austerità". E conclude:  "La prospettiva ecumenica enfatizza soprattutto la giustizia:  nuove regole devono prendere il posto di quelle attuali. Abbiamo bisogno di un'architettura finanziaria che si basi sull'equità e sulla sostenibilità e che sia in grado di connettere la finanza con l'economia reale".

(©L'Osservatore Romano - 8 maggio 2010)