Da Monaco ad Assisi nel segno della speranza
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- Creato: 14 Settembre 2011
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Luca RolandiL’incontro interreligioso di Monaco di Baviera è servito a «rilanciare in profondità e ampiezza la pratica del dialogo a tutti i livelli e prepara il 25° anniversario dello spirito di Assisi, che sarà celebrato da Benedetto XVI ad Assisi».
Lo afferma il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, professor Andrea Riccardi, che nella conferenza stampa conclusiva ha fatto riferimento al messaggio di Ratzinger all’incontro di Monaco di Baviera, un testo che, avverte, «va studiato attentamente».
Per il professor Riccardi, comunque, «non possiamo essere pessimisti perchè il pessimismo può influenzare in modo negativo il futuro del mondo arabo».
Ed è stata importante la presenza di interlocutori libici, in rappresentanza del Cnt. «A Malta, nel 1991 - racconta in proposito Riccardi - ricevemmo un'offerta di sponsorizzazione del convegno dalla Libia purchè fosse aperto da Gheddafi con una sua ’omelià. Dicemmo di no».
Il fondatore della Comunità di San Egidio ha anche ringraziato gli alti esponenti di governi e mondo imprenditoriale e bancario per il loro contributo all’incontro interreligioso di Monaco di Baviera.
«L’economia - ha concluso Riccardi - non resta fuori dal loro orizzonte, ma pur accentuando questo aspetto, non vogliamo secolarizzare il dialogo. Per noi, infatti, più preghiera, più spiritualità vuole dire più concretezza. Anche il
dialogo ecumenico e interreligioso, non può essere solo dialogo teologico».
Sempre nell'ambito dell'incontro molto importante è stato l'appello all’alleanza tra Cristianesimo e Islam per un Mediterraneo di pace quello lanciato, da monsignor Georges Casmoussa, voce del patriarcato libanese dei siro-cattolici, che ha negato che gli estremisti siano maggioritarie nel mondo islamico.
«Va incoraggiata invece la corrente moderata che riconosce l’altro nei suoi diritti principali, di vita e di espressione», ha affermato l’ausiliario del patriarcato siro-cattolico di Beirut. «È una scelta che conviene a tutte le religioni», ha aggiunto, «se si vuole camminare con il mondo moderno e globalizzato».
L’esponente cattolico ha parlato poi di cittadinanza per tutti, senza distinzione di religione, sesso ed etnia: «d’altra parte conviene tanto ai cristiani quanto ai musulmani. I credenti sono chiamati a porre l’accento su ciò che unisce, nel segno del Concilio Vaticano II».
© http://vaticaninsider.lastampa.it/ - 13 settembre 2011