Crisi etica prima che economica
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- Creato: 06 Aprile 2013
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NICOSIA, 5. «Durante la nostra storia ci siamo trovati in situazioni peggiori di questa ma abbiamo su-perato le difficoltà; e ciò perché sappiamo dare la precedenza ai va-lori e fissare delle priorità nella vita. E la nostra patria è per noi, dopo Dio, la nostra prima priorità. In questi momenti critici e decisivi per il suo futuro, facciamo appello al nostro popolo affinché sostenga la produzione locale e ai datori di la-voro affinché valorizzino la mano-dopera del Paese». Dal sinodo della Chiesa ortodossa di Cipro, riunitosi martedì scorso in assemblea straor-dinaria (dedicata esclusivamente alla grave crisi economica attraversata dall’isola), è venuto un accorato in-vito alla popolazione a mantenere la calma, l’unità e la concordia, a non piegarsi davanti alle difficoltà. Diffi-coltà — si legge in un comunicato diffuso al termine dell’assemblea — che verranno superate grazie alla pazienza e alla perseveranza, «pog-giandoci sulla nostra storia e i nostri antenati, e sulla fede in Dio». Il sinodo sottolinea che l’emer-genza finanziaria che ha colpito Ci-pro deve servire da lezione in modo da far adottare, d’ora in poi, un at-teggiamento diverso nei confronti della vita e comprendere la necessità di porsi un obiettivo basato sull’es-sere dell’uomo e sulla ricerca della sua realizzazione e non sull’avere e sui piaceri materiali. «Questa crisi — si afferma — è in primo luogo etica e spirituale. La crisi economica è ve-nuta come conseguenza del nostro allontanamento da Dio e dall’attac-camento alle cose materiali. Il santo sinodo invita quindi i fedeli in Cri-sto a un risveglio spirituale, al pen-timento, alla vigilanza, alla preghie-ra continua, poiché non si fa fronte alla crisi soltanto con delle misure economiche». Per questo la Chiesa ortodossa di Cipro — guidata dall’arcivescovo Chrysostomos II — ha accettato la proposta del metro-polita di Kykkos, Niceforo, di orga-nizzare, nella notte fra sabato 13 e domenica 14 aprile, nel monastero di Kykkos, una veglia notturna alla quale i fedeli sono chiamati a inter-venire numerosi. Sarà lo stesso Chrysostomos a presiedere il rito li-t u rg i c o . Nella nota vengono inoltre dura-mente condannati «gli atti immorali di numerosi responsabili delle sfere governativa, politica e bancaria che, agendo in funzione dei loro interessi personali, hanno condotto l’econo-mia del Paese al penoso livello at-tuale». Azioni nefaste che vanno ri-parate: «Non è solo il giudizio divi-no a essere inesorabile e che afferma “Ha amato la maledizione: ricada su di lui!” (Salmo 108, 17), ma è anche la giustizia umana che deve com-piersi per soddisfare il senso di giu-stizia nel popolo». La Chiesa orto-dossa critica aspramente anche l’at-teggiamento dei partner europei che, «non solo non hanno mostrato la solidarietà necessaria o quanto-meno comprensione, ma hanno ma-nifestato al contrario un’inattesa ostilità e uno spirito di vendetta senza precedenti nei nostri confron-ti. È adesso divenuto evidente che ogni nazione dell’Unione europea persegue i propri interessi, senza preoccuparsi dei modi e dei mezzi per arrivarvi. Esiste un pericolo visi-bile e palpabile — scrivono i vescovi — che questi Paesi prendano il con-trollo delle nostre risorse energeti-che ed esercitino pressioni per im-porci una soluzione inaccettabile».
© Osservatore Romano - 6 aprile 2013