Un diritto sempre giovane
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- Creato: 21 Maggio 2013
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Istanbul, 21. Ha millesettecento anni, ma non li dimostra. L’editto di Milano, pietra miliare nella storia dell’umanità, con il quale Costantino “il grande” concesse libertà di culto in tutto l’impero, è ancora attuale più che mai. Nel senso che la conquista di civiltà in esso contenuta attende ancora una sua piena applicazione in molte e vaste regioni del pianeta, in particolare in Medio Oriente.
È quanto sottolinea il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo, che per terza volta in pochi giorni è intervenuto sul tema cruciale della libertà religiosa. Adesso Bartolomeo torna sull’argomento scegliendo la forma alta dell’enciclica «patriarcale» e «sinodale». Rivolgendosi dunque in particolare al mondo ortodosso, il Patriarca ecumenico sottolinea come nonostante la tolleranza religiosa e la libertà di culto facciano parte del patrimonio culturale del mondo più avanzato, ancora «vaste aree del globo sono abitate da persone che non tollerano una fede diversa dalla loro». E, anche se «in forma diversa da quella delle prime persecuzioni cristiane», si registrano ancora discriminazioni, a volte anche dei veri e propri atti di repressione nei confronti di seguaci di alcune fedi religiose. «In molti casi prevalgono il fanatismo e il fondamentalismo religioso. L’editto di Milano quindi è sempre d’attualità e si rivolge a coloro che, millesettecento anni dopo la sua emanazione, non lo hanno attuato nella sua interezza». In particolare, viene espressa «preoccupazione, angoscia e protesta per le persecuzioni che si verificano ancora sulla terra e più di recente contro popolazioni cristiane del Medio Oriente». Qui, viene ricordato, continuamente si registrano omicidi, sequestri di persona e intimidazioni. Episodi di violenza, tra cui spicca il rapimento, avvenuto nelle scorse settimane, dei due presuli, il metropolita greco-ortodosso di Aleppo e Alessandretta, Paul Yazigi, «conosciuto per la sua spiritualità e la sua opera in campo ecclesiale, sociale ed educativo», e quello siro-ortodosso di Aleppo, Youhanna Ibrahim.
© Osservatore Romano - 22 maggio 2013