I 1025 anni della Chiesa ortodossa russa
- Dettagli
- Creato: 26 Luglio 2013
- Hits: 1554
Il 24 luglio sono iniziate in Russia le festività dedicate al 1025° anniversario del Battesimo cristiano della Rus’. Nella Cattedrale di Cristo Salvatore, principale chiesa del paese, il patriarca Kirill, capo della Chiesa ortodossa russa, celebrerà la Divina liturgia.
In occasione del 1025° anniversario della Chiesa ortodossa russa saranno recitati moleben (Te Deum) ed organizzate processioni non solo in Russia, ma anche in Bielorussia ed Ucraina.
Le solennità sono cominciate nel giorno di commemorazione della santa isapostolo principessa Olga, il che è abbastanza simbolico. È noto, infatti, che la pricipessa Olga si convertì segretamente al cristianesimo ortodosso a Costantinopoli tre decenni prima del battesimo ufficiale della Rus’. Proprio la scelta della fede da parte della principessa, confermata in seguito dal gran principe Vladimir, determinò in definitiva il futuro della storica Rus’, è convinto il patriarca Kirill.
Il 1025° annivesario del Battesimo della Rus’ è una data di grande importanza sia per i popoli della Russia, sia per i popoli della Bielorussia e dell’Ucraina, nonché per tutti i paesi della storica Rus’. Dobbiamo proprio al Battesimo della Rus’ la formazione della nostra civiltà unica. E la fedeltà ai suoi principi spirituali garantisce che rimarremo veramente noi stessi e che, quindi, saremo davvero felici. Non possono essere, infatti, felici i popoli che hanno tradito se stessi, che sono non liberi e sono spiritualmente dipendenti.
Nelle attuali celebrazioni un particolare accento viene posto sull’ultimo quarto di secolo della storia della Chiesa ortodolla russa. La rinascita della fede è cominciata con il festeggiamento su larga scala del 1000° anniversario del Battesimo della Rus’, rileva Vladimir Legojda, capo dell’Ufficio sinodale di informazione.
Nel 1988 è avvenuta una svolta, inaspettata per molti, quando d’un tratto è diventato possibile parlare della Chiesa senza censurarla. Allora sono stati ripensati i valori spirituali che per decenni erano rimasti proibiti ed erano stati considerati negativi. Nei 25 anni trascorsi ci siamo abituati ai postulati comuni secondo cui il Battesimo della Rus’ determinò la scelta storica dei popoli che abitano adesso nei paesi dell’area postsovietica. Nondimeno questa festa ci è cara finora in quanto offre la possibilità di pensare sulle seguenti questioni importanti: chi siamo, da dove siamo venuti e dove andiamo.
Diventerà la culminazione delle festività a Mosca un grande concerto all’aperto. Il concerto, che si terrà la sera del 25 luglio sulla Piazza Rossa della capitale, durerà molte ore. Vi parteciperanno sia collettivi di musica classica, sia giovani gruppi rock e pop. Oltre ai moscoviti e agli ospiti della capitale, al concerto sono state invitate le delegazioni di tutte le quindici chiese locali del mondo. Otto di queste chiese, tra cui ovviamente la Chiesa ortodossa russa, saranno rappresentate dai loro primi gerarchi.
Il 26 luglio le delegazioni dei patriarcati andranno in un treno speciale a Kiev, dove festeggeranno il Giorno del Battesimo. Il 28 luglio, nel giorno di commemorazione del santo principe Vladimir battezzatore della Rus’, il patriarca Kirill insieme con ecclesiastici ortodossi dai vari paesi del mondo reciterà la Liturgia divina nel Monastero delle grotte di Kiev (Perčerkaja Lavra). La preghiera comune dei primi gerarchi dimostrerà ancora una volta l’unita e forza del cristianesimo ortodosso mondiale. Le festività si concluderanno a Minsk, capitale bielorussa, dove i rappresentanti delle chiese ortodosse del mondo si recheranno dopo la visita dell’Ucraina.
È simbolico che il “treno dei patriarchi” sarà accompagnato da una grande reliquia cristiana, la croce sulla quale su crocefisso l’apostolo Andrea, il primo chiamato discepolo di Gesù Cristo. La croce è stata portata dalla Grecia in occasione del 1025° anniversario del battesimo della Rus’ come un segno dell’unità spirituale dei popoli fratelli, ha detto a “La Voce della Russia” l’arciprete Igor Jakimčuk, segretario dell’Ufficio delle relazioni tra le chiese ortodosse del Patriarcato di Mosca.
Secondo la tradzione conservata dalla Chiesa ortodossa russa proprio l’apostolo Andrea predisse la futura gloria del cristianesimo ortodosso in Russia. Il primo chiamato apostolo Andrea viaggiò per quella che veniva chiamata allora ‘via dai variaghi ai greci’. Le cronache dicono che durante il viaggio fece una sosta sui colli dove in seguito sorse la città di Kiev. L’apostolo installò in quel posto una croce e predisse un grande futuro sia a quelle parti, sia al cristianesimo su quel territorio. Per questo motivo l’atteggiamento in Russia verso l’apostolo Andrea è stato sempre particolare.
Dalla città greca di Patrasso, dove fu crocefisso Sant’Andrea, la croce è stata portata a San Pietroburgo. Poi hanno avuto la possibilità di toccare la reliquia i credenti in alcune cattedrali situate nei pressi di Mosca. A partire dal 19 luglio la reliquia è stata esposta per la venerazione generale nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca. In Russia la croce è stata venerata da circa 400 mila persone.
© italian.ruvr.ru - 24 luglio 2013