L’appello del Pontefice durante il Regina caeli
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- Creato: 25 Aprile 2016
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Un appello per la liberazione di tutti «i fratelli vescovi, sacerdoti e religiosi, cattolici e ortodossi, sequestrati da molto tempo in Siria», è stato lanciato dal Pontefice al Regina caeli recitato al termine della messa per il giubileo dei ragazzi.Al termine di questa celebrazione giubilare, il mio pensiero si rivolge in modo particolare a voi, cari ragazzi e ragazze. Siete venuti dall’Italia e da diverse parti del mondo per vivere momenti di fede e di fraterna convivialità.
Grazie per la vostra gioiosa e chiassosa testimonianza. Andate avanti con coraggio! Ieri, a Burgos (Spagna), sono stati proclamati Beati il sacerdote Valentín Palencia Marquina e quattro suoi compagni martiri, giovani, uccisi per la loro fede durante la guerra civile spagnola. Lodiamo il Signore per questi suoi coraggiosi testimoni, e per loro intercessione supplichiamolo di liberare il mondo da ogni violenza. È sempre viva in me la preoccupazione per i fratelli vescovi, sacerdoti e religiosi, cattolici e ortodossi, sequestrati da molto tempo in Siria. Dio Misericordioso tocchi il cuore dei rapitori e conceda quanto prima a quei nostri fratelli di essere liberati e poter tornare alle loro comunità. Per questo vi invito tutti a pregare, senza dimenticare le altre persone rapite nel mondo. Affidiamo tutte le nostre aspirazioni e le nostre speranze all’intercessione di Maria, Madre di Misericordia.
Dopo la benedizione il Pontefice ha concluso l’incontro con queste parole.
Cari giovani, avete celebrato il Giubileo: adesso tornate a casa con la gioia della vostra identità cristiana. In piedi, a testa alta, e con la vostra carta d’identità nelle vostre mani e nel vostro cuore! Che il Signore vi accompagni. E, per favore, pregate anche per me. Grazie.
© Osservatore Romano - 25-26 aprile 2016