Martyrs
I martiri testimoni della risurrezione
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- Creato: 07 Aprile 2015
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GERUSALEMME, 7. «Ogni giorno, in Medio oriente, siamo testimoni di avvenimenti tragici che ci rendono ancora contemporanei del calvario. Ma la nostra gioia e la nostra fede nel Risorto nessuno ce la può togliere, perché il Signore ci invita da oggi, benché in mezzo alle difficoltà, a gustare le primizie della sua Risurrezione». È quanto ha affermato il patriarca di Gerusalemme dei Latini, monsignor Fouad Twal, durante la messa della Domenica di Pasqua celebrata al Santo Sep olcro. Il patriarca, rivolgendosi ai numerosi fedeli, ha suggerito di seppellire nella tomba di Cristo le inclinazioni mondane, le incoerenze, le divisioni religiose, la violenza, la mancanza di fede e le paure. «Da questa tomba sono uscite la luce e la pace.
E oggi ancora, da qui, da questa Terra santa così martoriata, devono di nuovo sgorgare la luce e la pace». Monsignor Twal ha esortato tutti a dotarsi «di fede, di coraggio e della gioia del nostro incontro con Gesù, per annunciare a tutti i nostri fratelli la sua risurrezione e la sua vittoria. Come Cristiani, siamo chiamati, nel cuore di questa regione del Medio oriente, scosso dalle guerre e insanguinato dalla violenza, ad essere segni di contraddizione, segni di speranza malgrado tutto. Il nostro futuro in questa regione e in questo mondo è incerto e persino più oscuro, ma noi non abbiamo paura, Cristo ci ha preceduto ed è con noi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». Poi, il patriarca ha ricordato che i politici e la comunità internazionale si preoccupano molto poco «della nostra libertà e della nostra sorte. Gli interessi personali schiacciano la buona volontà di chi cerca la pace e la giustizia. Ma i martiri contemporanei non smettono di testimoniare la resurrezione di Cristo: tutto, dalle processioni e dalle pietre di Gerusalemme ai rifugiati iracheni e siriani, che hanno perduto tutto a causa della loro fede, a coloro che sono prigionieri nel nome di Cristo, tutto testimonia che nostro Signore è vivo. Seguendo loro, con le beate Mariam e Maria-Alphonsina che intercedono per noi, diventiamo dei veri testimoni». Infine, il patriarca ha ricordato quanto siano numerosi coloro che vengono in Terra santa «per cercare Cristo, tentando nel contempo di trovare o ritrovare le proprie radici. Le nostre radici sono qui, nel grembo della Chiesa madre, sul Monte Golgota e in questa tomba vuota. Per questo — ha concluso monsignor Twal — la nostra responsabilità è grande e, malgrado tutte le difficoltà e le sventure che ci colpiscono, continuiamo a mantenere salda la nostra speranza e viva la nostra gioia. Il Cristo vivente trionfa comunque sul male».
© Osservatore Romano - 7-8 aprile 2015