Una piccola collana di fondamenti
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- Creato: 02 Ottobre 2015
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Con tre brevi opere esordisce la collana «Fondamenta» delle Edb, le Edizioni dehoniane di Bologna, diretta da Pier Luigi Cabri e Roberto Alessandrini, aperta da un Antico Testamento del gesuita Jean- Louis Ska. In due volumi il biblista presenta una classica Introduzione (pagine 267, euro 22,50) e quindi una serie di Temi e letture (pagine 278, euro 22,50) meno scontati che si concludono con un capitolo sui volti insoliti di Dio.L’impegno della libertà investe le ragioni del cuore, incerto se aprirsi all’altro, e in questo scenario la psicologia può essere utile alla teologia. Sul rapporto che lega queste due branche del sapere è incentrato il libro di Amedeo Cencini e Alessandro Manenti Psicologia e teologia (pagine 303, euro 26) che si chiede quale contributo possa dare una scienza recente come la psicologia alla secolare elaborazione del pensiero teologico. Il testo indaga inoltre l’intreccio di emozioni e ragioni, la dimensione del male e del bene morale, ed esplora le nuove prospettive offerte dalle neuroscienze. Ricorda nell’introduzione il gesuita Franco Imoda che l’appro ccio psicologico-teologico lo usiamo, di fatto, tutti. L’educatore presente nell’“a l t ro ” con i suoi diversi volti — genitore, amico, maestro — viene a offrire inevitabilmente una presenza che conforta, rassicura, dona: successivamente lascia spazio all’assenza, ovvero al distacco, all’abbandono, in modo che possa emergere la trasformazione, vale a dire la crescita, con una novità che riesce a coesistere con la continuità e l’integrazione. In questo senso si potrebbe ricordare che non solo gli psicologi o i teologi di professione, ma anche i genitori, i maestri, gli amici sono sempre delle presenze che si potrebbero chiamare psicologiche, o meglio umane, cariche della dimensione di trascendenza. Di questa realtà però — nota opportunamente l’introduzione — ci si può spesso dimenticare. Infine il volume dedicato al Diritto canonico da Luigi Sabbarese (pagine 336, euro 28) esamina il complesso delle leggi della Chiesa presentando la codificazione latina e quella orientale, con attenzione alla normativa sui laici, alle associazioni e alla vita consacrata. L’autore ricorda che la consuetudine di redigere collezioni di leggi fu avviata nel corso del primo millennio su iniziativa privata. Alla mirabile sintesi operata poi da Graziano seguirono tentativi di sistemazione di una materia legislativa che — soprattutto con il concilio di Trento — aveva finito per accumulare una congerie di disposizioni. L’impresa di approntare una nuova e unica collezione di leggi per la cura pastorale del popolo di Dio, suggerita dai vescovi già durante il concilio Vaticano I, giunse a termine nel 1917 con il primo Codex iuris canonici, a cui sono seguiti dopo il Vaticano II i due codici attuali, latino e orientale. (gabriele nicolò)
© Osservatore Romano - 3 ottobre 2015