Grazie a Maria
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- Creato: 11 Aprile 2016
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LIONE, 11. Non poteva che tenersi nella chiesa di Nostra Signora del Libano, parrocchia maronita, la prima edizione della “festa islamicocristiana” di Lione. Lunedì scorso, solennità dell’Annunciazione del Signore, quattrocento cattolici e musulmani si sono ritrovati per un incontro di preghiera, con l’obiettivo di ringraziare Dio e rendere omaggio alla Vergine Maria, ciascuno nel rispetto della propria tradizione. Una p re m i è re interreligiosa che trova la sua origine in un’analoga iniziativa in Libano, dove, da dieci anni, cristiani e musulmani si incontrano per riflettere sulla figura di Maria, che occupa un posto importante sia nel cristianesimo sia nell’islam.Il Governo libanese, fra l’altro, nel 2010 ha proclamato la solennità dell’Annunciazione del Signore (giorno in cui si svolge l’evento interreligioso) «festa nazionale non lavorativa ». In un contesto difficile, caratterizzato da conflitti e tensioni, ci sono credenti che desiderano camminare insieme e vivere un’esperienza spirituale forte attorno a Maria, impegnarsi per la fratellanza, la pace, la misericordia. Nella chiesa di Notre- Dame du Liban c’erano soprattutto gruppi di dialogo islamico-cristiano e semplici fedeli delle due religioni. In prima fila il cardinale arcivescovo di Lione, Philippe Barbarin, il rettore della Grande moschea, Kamel Kabtane, il direttore del Servizio nazionale per le relazioni con i musulmani (organismo in seno alla Conferenza episcopale), padre Vincent Feroldi, e il presidente del Consiglio francese del culto musulmano, Anouar Kbibech. Un’atmosfera a tratti irreale, raccontata dal quotidiano «La Croix»: il suono di una campana, poi il muezzin della Grande moschea che chiama a sua volta alla preghiera, la recita di un Padre nostro , poi la Fatiha (la professione di fede musulmana), in francese e in arab o. «Il contesto è oscuro — ha osservato Bruno Guiderdoni, vice-presidente dell’Istituto francese di civiltà musulmana a Lione — e sono troppi mesi che si analizza minuziosamente ciò che separa cristiani e musulmani, apportando sempre più complessità al dibattito. Occorre anche stare in silenzio, elevarci, condividendo per esempio un momento di preghiera, senza confronto o dibattito teologico. La figura di Maria ce lo permette». Chi meglio di Maria, concorda Kabtane, per riunirsi: «Abbiamo un bisogno urgente di ricordare che condividiamo un patrimonio spirituale comune». L’incontro si è svolto sotto rigide misure di sicurezza e solo quattrocento persone (per metà cristiani e per metà musulmani) hanno potuto parteciparvi. Tuttavia Michel Younès, delegato episcopale a Lione per le relazioni con i musulmani, sottolinea l’importanza di questa prima volta e auspica di «replicare questi momenti di incontro spirituale, nel rispetto delle tradizioni di ciascuno, che durino nel tempo, come a Beirut ». E non si escludono altre proposte entro l’anno: «Perché no», commenta Guiderdoni, «è come il granello di senape menzionato nella Bibbia, e nel Corano».
© Osservatore Romano - 11-12 aprile 2016