La parola chiave è insieme
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- Creato: 22 Settembre 2014
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«Insieme» è la parola chiave che l’arcivescovo Angelo Massafra, presidente della Conferenza episcopale, ha utilizzato per presentare la realtà ecumenica e interreligiosa albanese. «Tra le tante iniziative comuni promosse per la convivenza pacifica tra le religioni» il presule ha ricordato anzitutto «l’istituzione del consiglio interreligioso, che ci ha visti, ultimamente, produrre una dichiarazione congiunta in favore della pace e della convivenza in Iraq». C’è poi il villaggio della pace, a Scutari, «dove in questi anni, insieme ai fratelli ortodossi e musulmani, abbiamo promosso diverse iniziative di pace, incontri formativi e di sensibilizzazione alla non violenza e di promozione dei valori della famiglia». Inoltre, ha detto monsignor Massafra, viene sempre tradotto e diffuso nel Paese il messaggio del Papa in occasione della giornata mondiale della pace. È stata anche fatta la traduzione del Nuovo testamento in albanese, con la Società biblica interconfessionale. Il presule ha anche rimarcato «la fruttuosa collaborazione tra l’istituto filosofico-teologico del nostro seminario di Scutari con l’accademia teologica ortodossa di Shna Vlash di Durazzo». Nonostante tutti questi passi positivi, ha affermato l’aarcivescovo, «sicuramente è giunto il momento di fare ancora di più: passare cioè dalla tolleranza alla fratellanza; costruire insieme ponti di dialogo e di condivisione per edificare un’Albania migliore; lottare insieme contro i mali odierni come la corruzione, l’immoralità, il consumismo, lo spaccio di droga, la prostituzione, la mafia la tratta delle donne, le vendette di sangue e altre piaghe». «Sempre insieme — ha aggiunto — possiamo fare molto di più perché siano favorite particolarmente le fasce più deboli: i bambini, gli anziani, le donne, gli ammalat, i poveri. Siamo convinti che la comune fede nell’unico Dio potrà essere la sorgente di una forte identità da tutti condivisa e capace di aprirci all’imp egno serio per costruire un futuro della nostra nazione, basato non su miraggi propinati da una certa cultura dominante, ma sui valori di cui la fede è portatrice». Monsignor Massafra ha quindi indicato «la testimonianza dei martiri» come sempre attuale ed eloquente: «Ci sono stati albanesi che hanno preferito essere barbaramente torturati e uccisi piuttosto che rinnegare la loro fede in Dio». Tra questi il gesuita Giovanni Fausti, vero pioniere del dialogo islamico cristiano.
© Osservatore Romano - 22-23 settembre 2014