
Insieme «per sradicare il terribile flagello della schiavitù moderna in tutte le sue forme»: con questo spirito Francesco e alcuni leader religiosi mondiali si sono riuniti martedì mattina, 2 dicembre, in Vaticano, per la firma di una dichiarazione congiunta contro quello che il Pontefice ha definito «crimine di lesa umanità». «Noi firmatari — si legge nel testo — siamo oggi qui riuniti per un’iniziativa storica volta ad ispirare azioni spirituali e pratiche da parte di tutte le religioni del mondo e delle persone di buona volontà per eliminare per sempre la schiavitù moderna entro il 2020. Agli occhi di Dio [il grande imam di Al Azhar usa qui la parola “religioni”], ogni essere umano, ragazza o ragazzo, donna o uomo, è una persona libera, destinata a esistere per il bene di ognuno in eguaglianza e fraternità. Le diverse forme di schiavitù moderna, come la tratta degli esseri umani, il lavoro forzato e la prostituzione, il traffico di organi e qualsiasi altra pratica contraria ai concetti fondamentali di uguaglianza, libertà e pari dignità di ogni essere umano, deve essere considerata crimine contro l’umanità. Qui e oggi, assumiamo l’imp egno comune di fare tutto il possibile, all’interno delle nostre comunità di credenti e all’esterno di esse, per ridare la libertà a chi è vittima di schiavitù o di tratta di esseri umani, restituendo loro speranza nel futuro. Oggi abbiamo la possibilità, la consapevolezza, la saggezza, i mezzi innovativi e le tecnologie necessarie a raggiungere questo obiettivo umano e morale». La cerimonia — svoltasi nella Casina Pio IV sede della Pontificia Accademia delle scienze — si è aperta con l’intervento del Pontefice, che nel ringraziare i presenti per il loro impegno ha parlato di «una iniziativa storica e un’azione concreta». Rimarcando con toni preoccupati il fenomeno dello «sfruttamento fisico, economico, sessuale e psicologico», che «attualmente incatena decine di milioni di persone alla disumanità e all’umiliazione», Francesco ha ricordato che «ogni persona e tutte le persone sono uguali e si deve riconoscere loro la stessa libertà e la stessa dignità». Per questo — ha scandito — «qualsiasi relazione discriminante che non rispetta la convinzione fondamentale che l’altro è come me stesso costituisce un delitto, e tante volte un delitto aberrante». Di fronte ai leader religiosi il Papa ha denunciato il continuo aggravarsi di questo «flagello atroce», che — ha constatato — «si maschera dietro apparenti abitudini accettate, ma in realtà fa le sue vittime nella prostituzione, nella tratta delle persone, il lavoro forzato, il lavoro schiavo, la mutilazione, la vendita di organi, il consumo di droga, il lavoro dei bambini». Da qui l’appello a «tutte le persone di fede, i leader, i governi, le imprese, tutti gli uomini e le donne di buona volontà, affinché diano il loro forte appoggio e si aggiungano al movimento contro la schiavitù moderna, in tutte le sue forme».
Invito sintetizzato nel tweet lanciato su @Pontifex: «Mai più schiavi. Siamo tutti fratelli e sorelle».
© Osservatore Romano 3 dicembre 2014
Cerimonia in Vaticano per la firma della Dichiarazione congiunta dei Leader religiosi contro la schiavitù, 02.12.2014