Stella nel cielo tempestoso

1-  mani verso il cielo-mediodi JEAN-LOUIS TAURAN *

Non c’è dubbio che il momento che stiamo vivendo sia uno dei più bui della storia dell’umanità. Non passa giorno senza che abbiano luogo degli avvenimenti tragici in vari Paesi, avvenimenti che non risparmiano nessuno: bambini, anziani, donne, civili, persone di altre religioni ma anche correligionari. Ad aggravare e complicare la situazione il fatto che viene invocato il nome di Dio o quello di una religione per giustificare tale violenza. Davanti a queste gravi offese a Dio, a una insensata e disonesta strumentalizzazione della religione e, naturalmente, alla violazione del sacro diritto di ogni persona alla vita e alla sicurezza nel rispetto dei suoi diritti fondamentali, non si può non interrogarsi: le religioni sono credibili? Lo sono i loro seguaci? Sarebbe credibile il dialogo interreligioso, in particolare quello cristiano-islamico?
Fedele alla missione a esso affidata dalla Chiesa nella persona del suo Pastore universale, e cosciente della particolare importanza che lui riserva al dialogo con i seguaci delle maggiori religioni mondiali, il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso (Pcdi) ha continuato, anzi intensificato, le proprie attività, in particolare con i musulmani. L’11 agosto scorso, attesa la drammatica situazione nella quale versava la comunità cristiana in Iraq, insieme a quella yezidi e altre comunità etniche e religiose numericamente minoritarie, il dicastero vaticano ha pubblicato una dichiarazione, che ha avuto una grande risonanza. Non poteva mancare, infatti, la voce di questo Pontificio Consiglio in una situazione come questa. D all’11 al 13 novembre scorso si è tenuto a Roma il terzo seminario del Forum cattolico-musulmano, con 12 partecipanti per parte. Il tema concordato è stato “Insieme per servire la società”. I partecipanti sono stati lieti e onorati di essere ricevuti da Papa Francesco, quale segno del suo sostegno al dialogo cristiano-islamico. La Conferenza interreligiosa internazionale “The Complementarity between man and woman” che si è tenuta in Vaticano dal 17 al 19 novembre 2014, ha visto la partecipazione di persone di altre religioni, alcune proposte dal Pcdi. Il presidente e alcuni officiali del dicastero erano presenti ai lavori. Il nono Colloquio tra questo dicastero e il Centro per il dialogo interreligioso che fa capo all’Islamic Culture and Relations Organization — una specie di ministero per la cultura della Repubblica Islamica dell’Iran — si è tenuto nella capitale iraniana nei giorni 25 e 26 novembre scorsi. I partecipanti, 12 per parte, si sono incontrati intorno al tema “Cristiani e musulmani in un dialogo costruttivo per il bene della società”. Il Christian-Muslim Summit è, all’origine, un’iniziativa del vescovo emerito presbiteriano di Washington, Bryson Chane. Il terzo Summit, svoltosi a Roma dal 2 al 4 dicembre scorsi, ha visto come suoi partecipanti leader religiosi e intellettuali cristiani (cattolici, anglicani, presbiteriani) e musulmani (sunniti e sciiti). Ospiti d’onore sono stati invitati in rappresentanza del patriarcato ecumenico di Costantinopoli e dell’ebraismo. Il tema è stato “Christians and Muslims: Believers Living in Society”. Al presidente di questo dicastero è stato chiesto di essere il principal dell’i n c o n t ro . Consapevoli della necessità di una riflessione cattolica ed ecumenica per un dialogo vero e, quindi, fruttuoso con i musulmani, si terrà a Roma la riunione annuale della commissione per i Rapporti religiosi con i musulmani che fa capo a questo Pontificio Consiglio (29-30 gennaio 2015). La riunione annuale con i partner di questo dicastero presso il Consiglio ecumenico delle Chiese avrà luogo a Roma, il 20 gennaio 2015. Si tratta di una duratura e ottima collaborazione per la quale siamo grati al Signore. Uno dei recenti frutti del lavoro comune è stata la pubblicazione del documento Testimonianza cristiana in un mondo multi-religioso. Raccomandazioni per il comportamento . Il Pontificio Consiglio continua la sua collaborazione con varie realtà impegnate nel dialogo interreligioso. È il caso, per esempio, del Congress of Religious Leaders of World and Traditional Religions, con sede ad Astana, in Kazakhstan, dove il dicastero è presente sin dall’inizio, per volontà di san Giovanni Paolo II . Benedetto XVI volle che il dicastero desse il proprio appoggio all’iniziativa del Re Abdullah di Arabia Saudita, che si è concretizzata con l’istituzione a Vienna del King Abdullah bin Abdul Aziz International Center for Interreligious and Intercultural Dialogue. Un nuovo e particolare canale di dialogo è stato aperto con il martoriato Iraq attraverso la creazione di un Comitato permanente per il dialogo con rappresentanti delle maggiori comunità religiose del Paese: sciiti, sunniti, cristiani, sabeani. Si tratta di un segno di speranza, in un quadro piuttosto buio. Senza dubbio queste attività hanno la loro importanza, specialmente in tempi di tensione che spesso degenerano in conflitti interreligiosi. Il fatto stesso di incontrarsi, di parlarsi e di accordarsi su una dichiarazione comune è un messaggio eloquente, in particolare per le comunità coinvolte nel dialogo. D’altro canto, i partecipanti da ambedue le parti sono spesso scelti tra leader religiosi, intellettuali e professori universitari. Si tratta quindi di persone influenti anche sulle nuove generazioni, così importanti per il presente e il futuro dell’umanità. Il Pcdi e i suoi partner, in particolare musulmani, sono consapevoli dell’imp ortanza di avere i mass media come loro “alleati”, per un linguaggio obiettivo non solo sulle religioni ma soprattutto su eventuali tensioni o conflitti con possibile dimensione di carattere religioso. Al riguardo — ma non solo — allarmismi, generalizzazioni, pregiudizi e stereotipi e “mezze-verità” fanno un danno enorme al dialogo e alla pace. Si è anche coscienti che, per cambiare le cose in positivo, si deve cambiare dapprima l’educazione della gioventù, in particolare attraverso testi scolastici che riflettano un’immagine obiettiva e allo stesso tempo rispettosa dell’altro. Riferimenti ambigui, erronei od offensivi alle altre religioni e ai loro seguaci fanno tanto danno. Per questo è benvenuta la revisione dei testi scolastici, in particolare per quanto riguarda il fatto religioso e la storia. Si sa, inoltre, che a ispirare la vita in comune sono le leggi. È quindi necessario che esse siano giuste e rispettose dei diritti e dei doveri di tutte le componenti della società, sia etniche che religiose. Appartenere a una maggioranza non deve significare più diritti e viceversa. Sono invece la dignità umana, i diritti fondamentali, la cittadinanza a fare la differenza. Ritengo opportuno segnalare la pubblicazione da parte del Pcdi del suo terzo documento Dialogo nella verità e nella carità. Orientamenti pastorali per il dialogo interreligioso , dove le Chiese locali, con i loro pastori e fedeli, possono trovare delle linee guida per i loro rapporti con credenti di altre religioni. Il santo Natale è anche la “visita di Dio” a questa umanità, in questo momento storico, con le sue sofferenze e drammi, ma anche con la speranza contro ogni speranza che, secondo Papa Francesco, nessuno dovrebbe rubarci.

*Cardinale presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso

© Osservatore Romano - 29-30 dicembre 2014