In difesa della religione

bibbia studio 1IL CAIRO, 10. Il ministro egiziano per le Sovvenzioni alle religioni, Mohamed Mokhtar Gomaa, auspica l’emanazione di una legge internazionale che sancisca come reato il disprezzo della religione. È ciò che ha dichiarato, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa statale Mena, un funzionario dello stesso ministero durante la presentazione della conferenza dei leader religiosi mondiali che si tiene a partire da oggi, mercoledì, ad Astana, in Kazakistan. Il funzionario, che parlava a nome di Gomaa, ha affermato che il ministro intende contestualmente mettere in guardia circa l’uso settario della religione, che ne rende il messaggio «carburante di conflitti senza fine».
In Egitto, il “disprezzo della religione” è punibile secondo la legge e molte persone hanno dovuto affrontare processi con l’accusa di aver commesso tale reato. Secondo l’organizzazione “Arabic Network for Human Rights Information” tuttavia, «chiunque potrebbe essere portato in tribunale» per aver pubblicato articoli, immagini o materiale su una qualsiasi delle religioni riconosciute. Di libertà religiosa e dialogo, come accennato, si parlerà oggi e domani ad Astana, in occasione del quinto congresso dei leader delle religioni mondiali dedicato al tema “Il dialogo in nome della pace e dello sviluppo”. Nella capitale kazaka saranno presenti ottanta delegazioni provenienti da quarantadue Paesi e più di cento rappresentanti dei media internazionali. Il lavoro è organizzato in quattro sessioni tematiche che si concentreranno sui temi “I leader religiosi e politici: la responsabilità verso l’umanità”; “L’influenza della religione sulla gioventù”: “L’istruzione, la scienza, la cultura e i media”; “Religione e politica: nuove tendenze e prospettive”; “Il dialogo basato sul rispetto reciproco e la comprensione tra i leader delle religioni tradizionali e mondiali per il bene della pace, la sicurezza e l’armonia”. L’obiettivo degli organizzatori è di dare un contributo effettivo alla promozione dell’armonia fra le religioni.

© Osservatore Romano - 11 giugno 2015