Forza fisica e spirituale

RUSSIA Kirill«Sarà un viaggio lungo e difficile» e «richiederà forza fisica e spirituale»: lo ha detto il Patriarca Cirillo prima di imbarcarsi sul velivolo con cui giovedì mattina, 11 febbraio, è partito alla volta di Cuba alla vigilia dello storico incontro con Papa Francesco. Come riferisce l’agenzia Ria Novosti, il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia è partito dall’aeroporto internazionale di Vnukovo, accompagnato da un seguito di un centinaio di persone.
Tra loro trenta giornalisti e venti coristi dell’e p a rc h i a della regione di Mosca. La televisione russa ha mostrato le immagini dell’inizio del primo viaggio ufficiale in America latina, che durerà undici giorni e farà tappa anche in Paraguay e in Brasile. E a Cuba è arrivato giovedì 11 anche il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, accompagnato dal domenicano Hyacinthe Destivelle, officiale del dicastero. Alla vigilia della partenza il porporato ha rilasciato un’intervista a Radio vaticana, definendo l’incontro dell’Avana «un passo coraggioso che porterà buoni frutti nel dialogo ecumenico». Rispondendo alle domande di Mario Galgano, dopo aver rimarcato «il fatto che per la prima volta nella storia un Patriarca russo-ortodosso e il vescovo di Roma, come Pontefice della Chiesa universale cattolica» abbiano deciso di incontrarsi, il cardinale Koch ha sottolineato che nel previsto colloquio non si potrà parlare di tutto, «ma sicuramente si parlerà delle questioni che riguardano i due capi delle Chiese, da un punto di vista personale ed ecclesiale ». Il cardinale Koch si è anche detto fiducioso che l’incontro tra Francesco e Cirillo «sicuramente andrà a forgiare i rapporti all’interno dell’ortodossia: con molti dei Patriarchi ortodossi non abbiamo finora contatti, e questo incontro potrebbe contribuire anche ad approfondire i rapporti intra-ortodossi, in vista del Concilio panortodosso che si svolgerà a giugno a Creta. A quel punto, sicuramente porterà frutti buoni per il dialogo teologico, che noi conduciamo non solo con singole Chiese ma con l’insieme dell’orto dossia». Infine, interpellato su eventuali timori e riserve, il porporato ha sgombrato il campo da ogni dubbio: «Credo che il Patriarca russo-ortodosso sia profondamente consapevole di questa atmosfera, di queste reazioni, e questo è a più forte ragione conferma della volontà di realizzare questo incontro. In questo senso — ha concluso — quello del Patriarca è sicuramente un passo coraggioso».

© Osservatore Romano - 12 febbraio 2016